BADOLATO, IL GRUPPO DI MINORANZA SCRIVE AL PREFETTO E ALLA CONSIGLIERA DI PARITA’ DELLA REGIONE CALABRIA: IRREGOLARE LA FORMAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE

SIMBOLO SCUTERIRICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Con la presente, il Gruppo “Badolato Rinasce”, minoranza nel Consiglio Comunale di Badolato, segnala le irregolarità registratesi in queste prime settimane di funzionamento delle istituzioni locali, tornate alla rappresentanza democratica dopo il commissariamento seguito allo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose nel 2014. Registriamo almeno tre gravi anomalie, riguardanti la composizione della Giunta comunale e l’impropria assegnazione di deleghe assessorili assegnate ai consiglieri comunali. Per una di queste problematiche (punto C) viene interessata anche la Consigliera di Parità della Regione Calabria.

PUNTO A):
La composizione della giunta comunale di Badolato presenta un’evidente anomalia per la nomina di un elemento esterno al consiglio comunale, la Signora Daniela Trapasso, la quale si era candidata alle elezioni del 5 giugno u.s. (senza risultarne, appunto, eletta). Il concorso di queste due situazioni (essersi candidata senza risultare eletta; essere successivamente nominata assessore esterno) è chiaramente vietata dallo Statuto Comunale di Badolato. Entrando nel merito si capirà la forzatura messa in atto dalla maggioranza consiliare, nella sua genesi e nella sua totale illegittimità. La normativa vigente, per Comuni aventi la popolazione di Badolato, prevede venga “garantita” (non più semplicemente “promossa”) la presenza di almeno una figura femminile in Giunta. Tuttavia, nel nostro consiglio comunale, la maggioranza ha visto eletti – nell’ultima tornata del 5 giugno u.s. – solo ed esclusivamente uomini, costringendo l’Amministrazione a selezionare tale figura femminile tra personalità esterne al consiglio stesso.
Fin qui nulla quaestio. D’altronde lo Statuto Comunale vigente nel nostro Comune prevede da tempo la possibilità di assessori esterni al consiglio, nel numero massimo di due (art. 25, cc. 2 e 3). La questione sorge per il fatto che lo Statuto stesso precisa che le deleghe assessorili (“funzioni ordinate organicamente per gruppi di materie con delega a firmare gli atti […]” possano essere conferite dal sindaco anche a persone non facenti parte del Consiglio Comunale purché “cittadini che non hanno partecipato come candidati alle elezioni comunali” (art. 22, c. 5 Statuto Comunale di Badolato).
Le difformità si delineano allorquando il neo sindaco Gerardo Mannello pubblica i decreti di nomina assessorile con relative deleghe. Con tali decreti vengono nominati n. 3 assessori facenti parte del consiglio (inevitabilmente uomini); quindi, come già detto, nomina (Decreto Sindacale n. 4 del 08.06.2016) quale rappresentante femminile in Giunta la citata Daniela Trapasso, candidata alle ultime elezioni nella lista vincitrice ma – come ricordato – non eletta.
La difformità è talmente palese che, quale ultimo punto dell’O.d.g. del consiglio comunale di insediamento (svoltosi il 15 giugno 2016), la nuova maggioranza porta in discussione proprio la modifica dell’art. 22 c. 5, proponendo di cambiarne il disposto per consentire alla Trapasso di fare l’assessore esterno.
Si noti, tra l’altro, come il punto nell’O.d.g. sia già tardivo, poiché la Trapasso è già stata nominata assessore da quasi una settimana (Decreto Sindacale del 08.06.2016), senza che la modifica statutaria – oggetto della discussione nel consiglio del 15.06.2016 – abbia avuto luogo.
Nel citato consiglio, si apre la discussione, in cui esponiamo tutte le anomalie nel merito – anche riguardo le deleghe conferite a semplici consiglieri (cosa non prevista dal nostro Statuto, come detto in base all’art. 22 c. 1) e l’inopportunità di una forzatura nel metodo (contestando la modifica dello Statuto a colpi di maggioranza, specie per esigenze tutte interne all’Amministrazione, che avrebbe potuto superare il problema trovando una valida alternativa con donne non candidate al consiglio comunale).
Precisiamo che noi stessi troviamo la norma restrittiva, ma reputiamo ancora più importante il rispetto delle regole statutarie vigenti. Proprio per tali ragioni, abbiamo proposto di riformare lo Statuto che, in tante sue parti, è certamente superato dai tempi e della più recenti normative. Abbiamo proposto che tale cambiamento avvenisse tramite specifica Commissione con presenza dei gruppi proporzionalmente ai numeri presenti in consiglio. Tuttavia, fin tanto che la normativa vigente sarà la presente, ora esposta, essa dovrà essere rispettata per evidenti ragioni di legalità istituzionale nonché di corretto e certo funzionamento dell’apparato municipale.
Il sindaco decide a quel punto di ritirare il punto in oggetto, scelta da noi apprezzata, anche nelle successive dichiarazioni alla stampa.
Tuttavia, nei giorni seguenti – mentre il Comune veniva interessato dalle nuove vicende giudiziarie del sindaco Mannello – abbiamo dovuto prendere atto del fatto che la signora Trapasso continuava a risultare assessore esterno senza che intervenisse revoca alcuna; inoltre, pochi giorni fa sono state pubblicate le prime delibere di Giunta: la signora Daniela Trapasso risulta ben presente in Giunta e, come avremo modo di far notare a breve, risulta perfino destinataria di responsabilità d’area, grazie alla discutibile delibera che, revocando alle figure apicali dell’ente tutte le relative Responsabilità Dirigenziali d’Area, le assegna a tutti gli assessori.
In quest’ultima operazione (tanto più impropria in un Comune appena uscito da anni di commissariamento per scioglimento mafioso del proprio consiglio comunale) la Trapasso ha la responsabilità sulle “funzioni rientranti nell’area Demografica/Servizi sociali”. Su quest’ultima vicenda avremo ben presto modo di intervenire nuovamente già nei prossimi giorni.
Tornando alla irregolarità sulla nomina assessorile, non capiamo, a questo punto, a cosa sia mai servito il ritiro del discusso punto all’Od.g. del consiglio di insediamento, dato che l’effetto pratico è risultato essere quello della sua approvazione “di fatto”, basata sulle interpretazioni piuttosto disinvolte della maggioranza consiliare e del sindaco Mannello.

PUNTO B):
Oltre ai decreti di nomina degli assessori, il sindaco Gerardo Mannello ha assegnato, anche qui in totale e disinvolta difformità rispetto alle disposizione statutarie (art. 22 c. 1), deleghe ai restanti consiglieri comunali di maggioranza (non assessori). Tali decreti sono irregolari (Decreti Sindacali nn. 6-10 del 08.06.2016) essendo tale ipotesi assolutamente non contemplata dallo Statuto Comunale vigente: le deleghe (“funzioni ordinate organicamente per gruppi di materie e con delega a firmare gli atti […]” unicamente previste per gli assessori), in base all’art. 22, c. 1, possono essere assegnate ai soli assessori e non anche a consiglieri comunali.

PUNTO C):
Ultima, ma certo non per importanza, è un’altra irregolarità palesatasi in base alla legge 56/2014 (Legge c.d. Delrio) art. 1 comma 137. Il disposto di tale articolo e comma è il seguente: “nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico”. Nel Comune di Badolato questa percentuale è del 20 per cento essendo presente (tra l’altro con tutte le forzature sopra citate) una sola donna su cinque elementi complessivi. Tale impostazione è avvalorata da recente sentenza del Consiglio di Stato (la n. 406 del 27.10.2015) che ha confermato la decisione del TAR Calabria contro il Comune di Montalto Uffugo (CS).
Secondo il Consiglio di Stato tale percentuale (40 per cento), obbligatoria, rappresenta ineludibile parametro di legittimità delle nomine. Il sindaco di Badolato, avente in consiglio solo ed esclusivamente elementi di sesso maschile può quindi scegliere i due elementi assessorili esterni (previsti dallo Statuto) tra due personalità femminili, purché non candidatesi alle elezioni, sanando la situazione.
Fino a quel momento, ad avviso degli scriventi, tutti gli atti compiuti e firmati dall’assessore Trapasso non potranno essere considerati validi, data l’evidente irregolarità nella nomina della stessa. La giunta stessa, nella sua interezza appare viziata da irregolarità nel suo processo di nomina e formazione, anche mancando il secondo elemento femminile, valido a concretizzare il disposto della citata legge 56/2014. Infine, i decreti che hanno assegnato specifici settori di competenza (deleghe) ai consiglieri non assessori, ad avviso degli scriventi, sono a tutti gli effetti nulli.

Il Gruppo Consiliare di Opposizione “Badolato Rinasce”
Vincenzo Domenico Scuteri
Antonio Parretta
Carla Ceccotti
Nicola Criniti

 

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