Continua il successo in “trasferta” per il catanzarese Lepera Menzione di merito per la poesia in un concorso a Roma

 

Massimiliano Lepera
Massimiliano Lepera

Non è trascorso molto tempo dal successo ottenuto con il tour di presentazioni in Toscana per il giovane catanzarese Massimiliano Lepera, scrittore e poeta, che nel mese di giugno aveva portato il suo thriller “Intrigo alla Normale” nella sua “seconda patria”, così definita da lui per il fatto di aver frequentato l’Università a Pisa, riscuotendo parecchi consensi, grazie anche al sostegno della sua casa editrice, la 13Lab Edition. Un successo nel campo librario che l’autore sta portando avanti  da alcuni mesi anche nella sua terra, la Calabria, con il nuovo romanzo storico, “Il cuore e il pugnale. Clemenza di Catanzaro e il Meridione normanno”, edito dalla stessa casa editrice e già presentato più volte nel capoluogo, la cui storia medievale viene esaltata attraverso le gesta di una brillante e tenace contessa. Ma oltre a ciò, di recente un nuovo riconoscimento si è aggiunto ai precedenti: nel campo poetico giunge a Lepera, direttamente da Roma, una menzione di merito per la poesia, in seguito alle fasi finali del concorso nazionale “Habere Artem”, alla sua XVIII edizione. Il giovane autore, dopo aver partecipato a diversi altri concorsi sia nella propria regione sia altrove, ottenendo altri riconoscimenti, quali segnalazioni speciali, attestati di merito o di selezione e simili menzioni, ha lasciato il segno per la prima volta anche nella capitale. “Sicuramente non era facile farsi avanti in una città tanto grande come Roma, pertanto sono felicissimo per questo premio, che ripaga i diversi sforzi profusi quest’anno anche nel campo della poesia”, ha affermato Lepera, visibilmente soddisfatto. Ma non è la prima volta che il giovane catanzarese fa sentire il suo nome anche fuori dai propri confini. Un anno fa circa, infatti, si era affermato anche a Bologna, in tutt’altra circostanza: in qualità di cantautore aveva portato al Premio Lucio Dalla, festival canoro nazionale in memoria del grande maestro scomparso, il suo brano dal titolo “Paranoia Folk”, che lo aveva proiettato, unico della sua regione, nella finalissima del teatro Guardassoni, divenendo un vero e proprio tormentone dell’intera manifestazione. Insomma, un altro importante tassello da aggiungere ai precedenti, nella speranza che la valorizzazione dei giovani talenti nostrani parta sempre dal loro luogo di origine per poi propagarsi e diffondersi anche in “trasferta”.