BADOLATO, LA MINORANZA HA ABBANDONATO I LAVORI DEL CONSIGLIO COMUNALE

SIMBOLO SCUTERIDI SEGUITO IL DOCUMENTO LETTO DAL CAPOGRUPPO DI MINORANZA, VINCENZO DOMENICO SCUTERI, NELLA SEDUTA ODIERNA DEL CONSIGLIO COMUNALE. DOPO AVERLO ALLEGATO AGLI ATTI, I QUATTRO CONSIGLIERI DEL GRUPPO CONSILIARE “BADOLATO RINASCE” HANNO ABBANDONATO I LAVORI DEL CIVICO CONSESSO.

Con questa comunicazione, il gruppo consiliare “Badolato Rinasce”, anche a nome della Coalizione “Badolato Rinasce”, intende manifestare tutto il proprio rincrescimento e perplessità per la situazione determinatasi nella vita politica, sociale e istituzionale di Badolato.

Le elezioni dello scorso 5 giugno 2016 invece di diventare un punto di ripartenza si stanno rivelando un nuovo momento di tensione, confusione e grave incertezza per la nostra Comunità, specie a causa della condotta non lineare e omissiva della maggioranza e del suo capolista.

La nostra coalizione e il nostro gruppo consiliare, che rappresentano quasi metà della popolazione badolatese, avevano accolto di buon grado il clima di apertura seguito alla civile campagna elettorale dello scorso maggio. Non di meno, pur rifiutandole, avevamo valutato positivamente le aperture del sindaco nel consiglio di insediamento dello scorso 15 giugno 2016.

Aperture che però, a quanto pare, ci avrebbero aperto sotto i piedi una voragine. Alcuni tra noi consiglieri sono personalmente colpiti dalla situazione. Mannello ha sempre definito un suo amico il capolista avversario e in TV ha anche affermato che parlare male di lui sarebbe equivalso a parlare male della sua stessa famiglia. Ma è proprio questa vicinanza umana a rendere molto amara e sconcertante la situazione odierna.

Anche per correttezza umana oltreché, naturalmente, istituzionale, il sindaco durante il primo consiglio non avrebbe dovuto fare aperture ma dirci quello che avremmo saputo di lì a poco: e cioè che aveva appena subito un rinvio a giudizio, per estorsione aggravata dalla modalità mafiosa, con tutte le conseguenze del caso.

Gli auguriamo di uscire pulito dalla vicenda, ma non possiamo che esprimere forte disagio per quella che ci appare come una presa in giro. Quelle stesse aperture politiche, col senno di poi, quando la notizia del rinvio a giudizio è diventata pubblica, hanno cominciato ad apparire interessate, come a richiedere un nostro atteggiamento morbido.

Nulla di più errato. Noi vogliamo il bene della Comunità che siamo chiamati a rappresentare. E le vicende dei singoli eletti, specie dopo due anni di commissariamento antimafia, non devono avere conseguenze così gravi sulla stessa collettività che rappresentiamo.

La stessa audizione del sindaco in Commissione Parlamentare Antimafia – lo scorso 26 luglio – è stata deludente, a tratti sconcertante. Ha difeso il paese dal quadro grave ed eccessivo dipinto su Badolato dall’ex commissario Campini (a sua volta sentito dalla stessa Commissione pochi giorni prima), per poi dire che “non ce la prendiamo con Campini” per cui anzi ha avuto parole di elogio e sintonia. Delle due l’una: o l’ex commissario offende la collettività oppure va elogiato.

Dire poi che non si conoscevano le ragioni del decreto di scioglimento è incredibile. Anche qui delle due l’una: o non lo sapeva davvero o stava prendendo in giro la Commissione. Fatichiamo a scegliere la motivazione più grave tra le due.

Né, al di là di un buon rapporto personale tra tanti di noi qui in Consiglio, si può lasciare intendere che maggioranza e opposizione siano la stessa cosa: il “caffè” tra amici – di cui il sindaco ha parlato in Commissione riferendosi ai rapporti tra le due liste – può starci in un piccolo paese; ma far credere che sia la regola per mostrare che siamo tutti uguali è completamente falso, poiché riteniamo di avere una visione di Badolato, molto diversa da quella della maggioranza.

Anche perché se avessimo avuto i pochi voti poi mancati per vincere, con noi al governo del paese tutta questa situazione di impasse, controllo e confusione non ci sarebbe certo stata.

Quanto basta per ribadire come l’unica possibile via d’uscita, l’unica soluzione che possa salvaguardare gli interessi del paese (consentendo a Mannello di difendersi senza coinvolgere tutta la Comunità) sia solo quello di accelerare sulle dimissione del primo cittadino e al più presto.

Non c’è alternativa alle dimissioni e su questo saremo sempre fermi.

Questo quadro, innegabilmente creato e complicato dai comportamenti del sindaco e della sua stessa maggioranza che – a leggere interviste del sindaco stesso e del signor Gaetano Stagno, presentatore ufficiale della lista oggi maggioranza – sapeva delle pendenze giudiziarie esistenti, ci porta oggi a marcare una forte presa di distanze dall’azione amministrativa della maggioranza.

Oggi abbiamo deciso di abbandonare i lavori del Consiglio Comunale, nostro malgrado. Non faremo regali: nessuno speri seriamente di vederci fuori dai giochi, perché se il consiglio rimarrà in vita (anche se sempre più artificialmente) non abdicheremo al nostro ruolo di controllori, soprattutto per una questione di rispetto verso la collettività e soprattutto verso i nostri elettori che ci hanno chiesto di svolgere questo ruolo e che, come si sta vedendo, hanno espresso un voto di cui possono andare molto orgogliosi.

Reputiamo tuttavia indispensabile marcare oggi una netta presa di distanza e una forma di protesta istituzionale per il comportamento di cui la nostra collettività è stata testimone in queste settimane, dalla notizia del rinvio a giudizio sino alla recente audizione del sindaco in Antimafia.

Questo documento e questa nostra posizione verrà quindi inoltrata a tutte le istituzioni locali e nazionali interessate da questa grave e sempre più penosa vicenda.

 

Il Gruppo Consiliare di Opposizione “Badolato Rinasce”

Vincenzo Domenico Scuteri

Antonio Parretta

Carla Ceccotti

Nicola Criniti