Natale: mons.Bertolone, a uomini leva trasformazione sociale

bertoloneCATANZARO,”Ecco cosa viene a ripeterci il mistero del Natale: Dio è amore e viene a svegliarci, a ‘scomodarci’, ridestando in noi il ricordo vivissimo di quel giorno in cui ci siamo sentiti ‘afferrati da Cristo’. Una fede che si fa speranza nella storia, dove uomini e istituzioni hanno nelle loro mani la leva per la trasformazione sociale per restringere una buona volta la forbice tra ricchi e poveri e far gustare il sapore della fratellanza, della solidarietà, della giustizia. La fede in Cristo si vive nella storia, piccola o grande che sia, ma Cristo è fuori dal tempo: è eterno”. A dirlo è stato l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace nell’omelia della Messa del giorno di Natale. “Forse – ha proseguito – è utile un esame di coscienza, basato sull’amore: abbiamo riconosciuto nei non vedenti, negli storpi, nei lebbrosi, nei sordi, nei morti, nei poveri, il volto di Gesù? Bisogna ravvedersi tutti di fronte all’Amore incarnato in un Bambino. Per saper cogliere il significato autentico del Natale bisogna liberarlo da tutte le incrostazioni accumulate nel tempo. Così potremo ritrovare noi stessi e interrogarci sul senso profondo della vita. Natale è la festa della speranza perché per noi credenti l’apice della speranza è Gesù, che ci fa sognare un’umanità diversa. E siccome ‘niente ci appartiene più dei nostri sogni’ e niente è così potente come un sogno, invito tutti a sognare, a sperare. Ed è per questo che in tempi cosi aridi ed avari di grandi orizzonti, sogno che a Natale si celebri la giornata e la festa della fraternità, della semplicità e della quotidianità. Sogno una società più inclusiva, più giusta, più amica della natura, senza guerre né sopraffazioni. Sogniamo tutti una Calabria ed una Catanzaro che nutrano la speranza di un anno migliore e coltivino grandi orizzonti culturali, il coraggio di dare un calcio alle proprie paure, di lanciare il cuore oltre gli ostacoli, di battersi per una vita più giusta”. (ANSA).

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