PROCESSO ALLA STORIA DI CATANZARO. Un approccio interattivo e critico con la Storia di Catanzaro.

 

processoUna città senza memoria è una città senza identità. E’ in questa direzione che l’Associazione Mirabilia, presieduta da Giovanni Matarese, da oltre vent’anni conduce le sue inchieste sulla Storia di Catanzaro: ciò ha inevitabilmente consentito una rilettura critica della storia conosciuta. In tale contesto nascono i cosiddetti “Processi alla Storia”, attraverso cui Mirabilia stimola un nuovo e più diffuso approccio alla conoscenza e all’analisi del nostro passato e del nostro presente. Non saranno i professori, gli esperti o gli storici a esporre le proprie tesi storiche, ma i “Testimoni oculari” dei fatti analizzati che, avocati dal loro tempo, tornano nel nostro per sottoporsi al giudizio dei contemporanei. Un qualificato Tribunale dei Posteri, composto da eminenti cittadini catanzaresi, docenti, giuristi, storici, letterati, giornalisti e professionisti diversi, e presieduto dal prof. Valerio Veraldi, sentiti i testi appositamente stimolati da due “avvocati”, accusa e difesa, elaboreranno e consegneranno alla storia la propria “sentenza”. I cittadini che avranno partecipato all’evento, inoltre, esprimeranno il proprio parere attraverso la sottoscrizione di un apposito quesito loro posto. Ad essere messo a giudizio dei contemporanei nel Processo che si celebrerà presso l’Oratorio del Carmine sabato 28 gennaio alle ore 18,00, sarà proprio l’ultimo Conte di Catanzaro, Antonio Centelles. Di costui la storia ufficiale ci ha tramandato una immagine univoca: fu tiranno e stragista, ambizioso e profittatore. Una pagina dolorosa della nostra storia da lasciare nell’oblio più profondo. Ma le cose andarono veramente così come ce le han trasmesse cronisti, analisti e copisti di tutte le epoche, o la verità storica è da cercare in altra direzione? Di fatto il ruolo svolto e gli eventi che lo caratterizzarono sono di tutt’altra evidenza e vale proprio la pena di approfondirne conoscenza e analisi. La sua politica, in continuità con quella dei suoi predecessori, specie del potentissimo Conte-Sovrano Niccolò, il suocero che non conobbe di persona, è caratterizzata da una forte spinta autonomistica tanto da alimentare continui contrasti e feroci tentativi di “normalizzazione” da parte di Re Alfonso d’Aragona, prima, e di suo figlio e successore Ferrante, poi. Forse, però, non fu l’ambizione personale a decretarne la condanna, ma l’impossibilità concreta di andare contro un destino già segnato. Egli non perseguì come obiettivo l’accrescimento del suo potere, ma il recupero di uno stato ingiustamente sottrattogli e, soprattutto, il desiderio di dare consistenza e prospettive ad un territorio non compiutamente conscio delle sue peculiarità strategiche e con ampie possibilità di giocare un ruolo da protagonista nello scenario politico dell’epoca. La storia ci dice che egli divenne padrone di Catanzaro con l’inganno, sposando la marchesina Enrichetta Ruffo contro il volere del Re. Ma numerosi punti meritano adeguati approfondimenti. “La Storia di Catanzaro lo merita, lo esige”, afferma Matarese, “ecco perché occorre spogliarsi di credenze vecchie, fumose e incerte e cercare con maggiore energia quella Verità che ancora sfugge. Ed ecco perché nascono i Processi alla Storia. Quanto è storicamente attendibile il processo a Centelles? Su quali basi si fonda? Non vi chiediamo di crederci per “fede”, ma vi tranquillizziamo sull’affidabilità dei testi: sono tutti personaggi realmente esistiti, che videro o presero direttamente parte agli eventi relativi all’ultimo conte di Catanzaro, e posti a giudizio dal nostro tribunale dei posteri. Ci siamo impegnati a cercare le prove – da oltre trent’anni lo facciamo – e abbiamo analizzato date e fatti, luoghi e contesti, gli armamenti dell’epoca e le strutture difensive della città, trovando fonti in tutta Italia, in Francia e in Spagna”. Il motivo reale, in ogni caso, come sottolineato dal medesimo Matarese, è quello di capire quanto i vizi e le virtù di Catanzaro antica sopravvivano in questa dei nostri giorni, e a quale storia ciascuno di noi deve le proprie abitudini e il proprio pensiero. Il Tribunale dei Posteri, presieduto dal prof. Valerio Donato, sarà composto da: Avv. Fulvio Scarpino, Avv. Alessio Sculco,  Dott. Ludovico Abenavoli, Prof. Stefano Alcaro, Prof. Franco Cimino, Prof. VanniClodomiro, Dott. Nicola DeLuca, Prof. Costantino Mustari, Prof. Ulderico Nisticò, Dott. Stefania Papaleo, Dott. Claudio Pileggi, Dott. Pino Ranieri, Dott. Gianluca Tassone, Dott. Pierpaolo Voci. Di seguito gli altri interpreti: Ernesto Lamanna (il Cancelliere), Terri Boemi (Difesa), Antonio Nania (Accusa); i personaggi storici: Aristide Anfosso  (Antonio da Trezzo);  Biagio Cantisani (Giannantonio Orsini del Balzo); Gaetano Costa (Carlo Fredalancia); Dario De Siena (Gran Cancelliere del Re); Rosario Gesualdo (Mastrogiurato dell’Universitas); Mimmo Maiolo (Carlo Ruffo);  Ginetto Mancuso (Giovanni da Simeri);  Rosita Mercatante (Enrichetta Ruffo); Alessandro Mercurio (Antonio Centelles); Agostino Procopio (Giovanni Antonio Morano); Sergio Riccio (Francesco Sforza); Tonino Ventimiglia (Giovanni Ventimiglia); Giuseppe Zolea (Giovanni Rocca); Marisa Farenza (Margherita di Poitiers); Roberta Crucitti (Alviria Centelles); Adele Gigliotti (Maria Centelles); Bianca Gigliotti (Polissena Ruffo); Agostino Mano (Giacomo Centelles); Rosetta Palermo (Raimondetta Centelles); Pierpaolo Pizzoni (Alfonso Centelles); Adriano Talarico (Giovanni Centelles); Mariano Raffaele (Comandante Corpo di Guardia); Simone Cristofaro (Guardia); Stefano Cristofaro (Guardia); Claudio Matarese (Guardia); Pino Matarese (monaco amanuense). L’accompagnamento musicale sarà ad opera di Massimiliano Lepera, le riprese foto e video di Francesco Raso, i referenti della rappresentazione sono Nando Castagna e Angelo De Lieto. Testo e regia sono a cura di Giovanni Matarese.

 

 

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