Wanda Ferro sul report di Oliverio: gli effetti speciali non impressionano i calabresi che vivono quotidianamente l’immobilismo della giunta regionale.

CATANZARO – Di seguito una dichiarazione della vice coordinatrice regionale di Forza Italia, Wanda Ferro:
wandaFerro_3755Il lungo comizio di Oliverio davanti a numerosi rappresentanti politici ed istituzionali e ad una ancora più numerosa schiera di truppe cammellate fatte arrivare da mezza Calabria, è stata una poco riuscita opera di propaganda che certo non può impressionare i tanti calabresi che, contrariamente a quanto vogliono far credere suggestivi filmati, vivono quotidianamente sulla propria pelle una realtà di assoluto immobilismo in ogni settore cruciale per lo sviluppo della regione. D’altronde l’esigenza avvertita da Oliverio di fare un resoconto di metà mandato nasce dalla consapevolezza che i Calabresi non hanno alcuna percezione di cambiamento e di prospettive di crescita. Se un presidente amministra bene, i cittadini lo vedono da sé, non hanno bisogno che qualcuno gli racconti attraverso effetti speciali e colori ultravivaci ciò che non si vede ad occhio nudo. La realtà è quella di un buio completo calato sulla Calabria fin dall’insediamento del governo di centrosinistra. Perché Oliverio, durante il suo lunghissimo e appassionato intervento, non ha trovato modo di parlare della sentenza del Tar che ha accolto il ricorso presentato dagli ex componenti del Comitato di gestione del Credito sociale contro il provvedimento di revoca del loro mandato, che di fatto ha bloccato per un anno il piano per la concessione di prestiti ai cittadini calabresi che versavano in situazioni di difficoltà economica? Anche su temi così delicati così come in tutti gli altri settori, la Regione Calabria è completamente ferma, immobile, come sanno bene tutti i rappresentanti della realtà regionale, dal mondo economico alle fasce più disagiate. Una Calabria frenata anche da quelle forze contrarie  al rinnovamento che lo stesso Oliverio ha ammesso aver sostenuto, almeno in parte, la sua elezione. Oliverio si è sentito in dovere di rimarcare più volte il suo impegno per la legalità – che dovrebbe essere una precondizione dell’azione amministrativa – anche nei confronti di coloro che l’hanno sostenuto puntando in realtà ad obiettivi tutt’altro che nobili. Il governatore dice di non volere lasciare spazio a queste istanze di conservazione, ma credo che in questo senso il suo governo sia nato male fin dall’inizio, fin dal momento in cui Oliverio ha scelto di affrontare la campagna elettorale alla guida di un caravanserraglio che conteneva tutto e il contrario di tutto, e ospitava soprattutto una numerosa truppa di quei transfughi e voltagabbana pronti ad affiancarsi a chi offre di più, e che rappresentano uno dei peggiori mali della Calabria. Certo, non è mai troppo tardi, ed è apprezzabile l’idea di Oliverio di condividere con il ministro dell’Interno Marco Minniti un protocollo per la legalità per bloccare sul nascere eventuali appetiti illegali sull’attività della giunta e sulla spesa delle risorse: sono certa che la competenza e l’attenzione di Minuti su questi temi saranno di straordinario supporto alla Regione Calabria. Per il resto le poche cose realizzate e pomposamente rivendicate dal governatore, i tanti “si può fare” anziché “si è già fatto”, non possono certo nascondere una realtà di ritardi e occasioni perdute. La presentazione del report è stata una iniziativa autocelebrativa, che non può certo nascondere la realtà di un governo regionale che ha deluso e tradito la larghissima fiducia che gli era stata data dai cittadini calabresi per un cambiamento che trascorsi due anni non accenna neppure ad iniziare. 

  

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