Commercialista scomparso trovato morto nel vibonese, confessa l’amico commerciante

Vibo Valentia – Un cadavere in stato di decomposizione è stato ritrovato in serata nelle Serre vibonesi, più precisamente in una zona montana al confine fra le province di Vibo Valentia e Catanzaro. Il sindaco del Comune di Spadola, nel Vibonese, ha riconosciuto dagli indumenti il proprio cugino Bruno Lacaria, commercialista di 52 anni di cui si erano pPROSTITUZIONE: CONTROLLI CC, 51 LUCCIOLE MULTATEerse le tracce dall’8 febbraio scorso. La Procura di Vibo Valentia sta al momento coordinando le indagini ed ha affidato ad un medico legale l’esame autoptico che verrà eseguito nella giornata di domani all’ospedale di Vibo, dove la salma è stata trasferita. Il corpo del commercialista presenta diverse ferite da arma da taglio. Sul posto per i rilievi e le indagini, coordinate dal pm Filomena Aliberti, vi sono i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno. L’uomo era stato cercato in diverse zone di montagna dopo il ritrovamento della sua auto a Spadola.

I resti di Lacaria, scomparso lo scorso 8 febbraio sono stati trovati dopo che Zangari, compare d’anello della vittima, ha reso ampia confessione indicando la posizione esatta del cadavere in una boscaglia. Il commerciante, che è accusato di omicidio, all’indomani della scomparsa di Lacaria era stato ricoverato, con prognosi riservata nel Reparto antiveleni dell’ospedale di Locri dopo avere denunciato di essere stato costretto, sotto la minaccia di una pistola, ad ingerire del pesticida. La versione di Zangari, secondo quanto emerso, risulterebbe essere stata una messinscena per sviare l’attenzione. Davanti all’ennesimo interrogatorio Zangari è crollato.

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