Il processo per la morte del piccolo Giancarlo: la difesa attacca un teste. È lo psicoterapeuta che segue la famiglia Esposito

 

Avv. Sabrina Rondinelli

Il processo per la morte di Giancarlo Esposito,  il bambino che ha perso la vita nella piscina di Campagnano il 2 luglio 2014. Stamattina, nel tribunale di Cosenza,  si è tenuta l’udienza che ha registrato  l’escussione degli zii del piccolo. I parenti  non hanno potuto riferire nulla su quanto accaduto in piscina non essendo presenti al momento della disgrazia, ma hanno riferito che accompagnavano all’asilo Giancarlo, ed hanno detto anche della loro stretta vicinanza ai genitori.  L’avvocato della difesa, Sabrina Rondinelli, ha posto loro la domanda se mai avessero accompagnato Giancarlo il bambino ad una visita medica, lo zio ha risposto con un diniego.  A deporre è stato, poi, il dottore Giorgio Marchese, psicoterapeuta che assiste la famiglia di Giancarlo che, dall’evento, accusano depressione, chiamato a sostegno dell’accusa.  Il dottore Marchese ha riferito, pure, di una lettera che Carmine Manna, presidente del Cogeis, il consorzio di gestione della piscina di Cosenza, imputato nel processo insieme a Francesco Fasanella, Ilaria Bove, Luana Coscarello, Martina Gallo e Lorenzo Zicarelli, ha scritto all’Ordine dei giornalisti (Marchese è anche giornalista pubblicista) per un articolo che il dottore Marchese ha pubblicato sul sito web che dirige e in cui, ha fatto notare l’avvocato della difesa,  c’è un riferimento sulla candidatura al Consiglio comunale di Cosenza di Manna. Questo, ha sottolineato l’avvocato Rondinelli, appaleserebbe una sorta di attacco politico da parte del dottor Marchese verso Manna. L’avvocato Rondinelli ha chiesto ed ottenuto l’acquisizione dell’articolo. Prossima udienza il 10 maggio.

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