La sentenza del “Dirty soccer”

 Mini rivoluzione nei maggiori campionati calabresi in seguito alla sentenza del “Calcio sporco” giunto alla sua determinazione con la sentenza di questi giorni. Erano Palmese, in serie D, e Sambiase, in Eccellenza, a tremare, mentre Castrovillari e Scalea avevano solo qualche dubbio, peraltro fugato dal proscioglimento totale. E per le due squadre, protagoniste in negativo, a dire dei giudici, della organizzazione fraudolenta delle gare Paolana-Palmese e Scalea-Castrovillari del 29 Marzo 2015 per agevolare i lametini nella corsa salvezza, la sentenza è stata traumatica: i reggini della piana dovranno scegliere se dire addio ai playoff oppure portarsi in dotazione quattro punti di penalizzazione nel prossimo campionato, mentre il Sambiase, con sei punti in meno, precipita al terzultimo posto in classifica in Eccellenza e dovrà disputare i playout. Nessuna penalizzazione per Scalea e Castrovillari, anche se per quest’ultimo, purtoppo, il destino sportivo è già segnato, con la probabilissima retrocessione diretta e il ritorno in Eccellenza dopo appena un anno in D. Pesanti anche le decisioni per Carbone, presidenete della Palmese, e Rosario Salerno, fresco vincitore del campionato con l’Isola, allenatore dei reggini all’epoca della fantastica cavalcata-promozione, condannati rispettivamente a un anno e due mesi il primo, sei mesi il secondo. Peggio è andata a Petrucci e Calidonna, all’epoca tesserati con il Sambiase, cinque e quattro anni di squalifica, e Mazzei, direttore sportivo della Palmese, quattro anni.            La vicenda, riaperta a seguito del ricorso del Procuratore Federale, dopo la prima sentenza di improcedibilità per vizio di forma, è presumibile che vivrà ancora qualche coda nelle aule dei tribunali sportivi a seguito dei possibili ricorsi degli interessati.

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