Seminario Istat nella Sala del Consiglio provinciale, il presidente della Provincia Enzo Bruno: “L’implosione del sistema delle autonomie locali, inevitabilmente, si ripercuote sulla vita dei cittadini”. Il 18 maggio Province in piazza a Roma per chiedere le risorse al Governo”

 CATANZARO –Si è parlato dei percorsi evolutivi dei territori italiani, dell’equilibrio demografico ma anche di “capitale e lavoro” e della vulnerabilità sociale e materiale del nostro Paese, nel seminario organizzato dall’Istituto nazionale di Statistica tenuto questa mattina nella Sala del Consiglio provinciale di Catanzaro. Sessanta anni di storia socio-demografico di un territorio che continua a cambiare volto e pelle, raccontato nell’e-book illustrato alla presenza tra gli altri di Antonella Bianchino, Pasquale Binetti, Domenico Tebala e Maria Grazia Ettore, dell’Ufficio territoriale per la Basilicata e la Calabria dell’Istat.Il presidente della Provincia, Enzo Bruno, da “padrone di casa” ma anche da presidente dell’Upi Calabria, oltre a dare il benvenuto agli autorevoli studiosi e docenti, nel suo intervento di saluto ha voluto fornire alcuni spunti di riflessione che finiscono per legare indiscutibilmente  “la qualità della vita e il funzionamento del sistema delle autonomie locali, di cui le Province rappresentano un anello fondamentale specie per il mantenimento dei servizi legati alla sicurezza dei cittadini. La qualità della vita – afferma il presidente Bruno – è direttamente connessa allo svolgimento di quei servizi e di quelle funzioni svolte dalle Province a garanzia della sicurezza del territorio, che oggi vengono meno a causa del progressivo smantellamento economico e funzionale di questo Ente intermedio per troppo tempo descritto a sproposito come un carrozzone di potere che prosciugava soldi, ed invece si è rivelato fondamentale per mantenere in sicurezza il sistema viario e l’edilizia scolastica degli istituti superiori – ha detto ancora il presidente della Provincia di Catanzaro e dell’Upi Calabria -. Basta pensare che in Calabria l’80 per cento delle strade sono di competenza provinciale: parliamo di ben 8 mila chilometri. La sicurezza di migliaia di ragazzi è affidata alle Province che esercitano questa funzione fondamentale senza risorse, così come il sostegno alle Politiche del lavoro fino a qualche tempo fa gestite dai Centri per l’impiego di nostra competenza, oggi trasferite alla Regione che non ha né l’organizzazione né il patrimonio di esperienze e conoscenze necessarie ad essere da supporto alle migliaia di giovani che oggi giorno fanno la fila per ore nelle strutture. Un dato di fatto drammatico in una regione come la Calabria che vanta il più alto tasso di disoccupazione giovanile d’Europa. La carenza di sufficienti risorse finanziarie per le spese incomprimibili determinerà gravi ripercussioni anche nei confronti dei Comuni, con particolare riferimento a quelli di piccole dimensioni, che non potranno più utilizzare la rete di solidarietà istituzionale finora garantita dalle Province”. E’ l’ennesimo grido di dolore del presidente dell’Upi Calabria che anticipa la mobilitazione di tutti gli amministratori e i dipendenti delle Province d’Italia che “il 18 maggio saranno in piazza davanti a Palazzo Chigi per chiedere la rimodulazione del decreto Enti locali con l’inserimento delle risorse necessarie a garantire le funzioni fondamentali, e quindi della sicurezza di strade e scuole che significa mantenere alta la qualità della vita delle comunità amministrate. E’ necessaria una riforma che possa mettere mano al sistema delle autonomie locali – conclude il presidente Bruno – che riconosca alle Province il ruolo di presidio importante della vita degli enti locali calabresi e italiani, mentre le Regioni si occupino delle competenze di legiferare e programmare affidate dalla Costituzione. L’implosione del sistema delle autonomie locali, inevitabilmente, si ripercuote sulla vita dei cittadini”.

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