Catanzaro: Il M5s incontra Gratteri, Bianca Laura Granato:”Sinergia tra amministrazione comunale e Procura”

Riceviamo e Pubblichiamo Sinergia tra amministrazione comunale e Procura per risolvere i problemi delle periferie a rischio, dei reati amministrativi e del voto di scambio. Questi gli argomenti all’ordine del giorno in un incontro tra il Procuratore Gratteri e la candidata a Sindaco di Catanzaro per il M5s Bianca Laura Granato. «L’operazione Jonny e le confessioni del pentito Mirarchi – spiega la Granato – hanno portato agli onori della cronaca la drammatica situazione riguardo la criminalità organizzata in città. Ho voluto affrontare alcuni dei temi attuali della legalità a Catanzaro con Gratteri, mettendomi a disposizione della procura, in caso di elezione alla carica di sindaco, per trovare sinergie che portino a soluzioni certe dei problemi ormai endemici della legalità a Catanzaro, partendo dal presupposto che spetta alle istituzioni un ruolo attivo nella prevenzione di questi fenomeni».
La Cinque Stelle continua: «La ‘ndrangheta è un fenomeno da non sottovalutare e l’ottimo lavoro della Procura di Catanzaro negli ultimi mesi va sicuramente supportato dalla buona politica. Bisogna mettere in campo atti concreti che possano facilitare i compiti della giustizia, ma soprattutto politiche sociali che contrastino alla base la criminalità organizzata, che si rifornisce nei quartieri poveri di nuova manovalanza. La presenza dello Stato in certi contesti non si deve far sentire soltanto attraverso la repressione, perché oltretutto compete alle  forze dell’ordine, ma anche e soprattutto attraverso buone pratiche e una maggiore presenza istituzionale nei luoghi a rischio, per impedire alla malavita organizzata di trovare terreno fertile nelle situazioni di povertà e disagio».
«In ultimo – conclude la Granato – abbiamo affrontato l’argomento del voto di scambio, che rischia di compromettere gli esiti dell’appuntamento elettorale del prossimo 11 giugno. Abbiamo già ricevuto diverse segnalazioni anonime di cittadini che sono stati contattati con le classiche 50 euro in cambio del voto. Le forze di polizia, e quindi la procura, devono impegnarsi in modo efficace per garantire che a vincere sia davvero la democrazia».

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