Wanda Ferro sui 20 anni del centro di neurogenetica di Lamezia Terme

Di seguito una dichiarazione del consigliere regionale Wanda Ferro (Gruppo misto) sui venti anni del centro di neurogenetica di Lamezia Terme:
“La politica non può rischiare di disperdere quel patrimonio immenso di conoscenze e competenze rappresentato dal centro di neurogenetica di Lamezia Terme, un’eccellenza calabrese della sanità e della ricerca che da venti anni è inserita a pieno titolo in un contesto scientifico di rilievo internazionale, e che rappresenta un punto di riferimento per migliaia di persone affette da malattie neurodegenerative provenienti anche da fuori regione. La mancanza di adeguati finanziamenti rischia di soffocare silenziosamente l’attività del centro  diretto dalla ricercatrice di fama mondiale Amalia Bruni, che nel festeggiare il ventennale di attività del centro si è vista costretta a lanciare un vero e proprio grido di aiuto alle istituzioni, affinché la struttura possa continuare a vivere e a fare ricerca. Non sono sufficienti le generiche assunzioni di impegni, né le boccate di ossigeno che servono a tenere in vita il centro senza però consentirgli di esprimere il suo enorme potenziale. Non si può contare soltanto sul lavoro, la passione e il sacrificio dei ricercatori.  Le risorse pubbliche sono vitali nel campo della ricerca sulle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, patologie rare sulle quali purtroppo non c’è l’adeguata attenzione dell’industria farmaceutica. Compito delle istituzioni è quello di assicurare il giusto investimento di risorse allo sviluppo della ricerca e per garantire agli ammalati l’accesso ai trattamenti più efficaci. Serve un maggiore investimento da parte della Regione, in termini di risorse, ma anche di attenzione e sostegno. Ma un centro di eccellenza come quello di neurogenetica di Lamezia, i cui studi sono all’attenzione della comunità scientifica internazionale, deve essere adottato anche dal governo nazionale, perché quello che rappresenta un fiore all’occhiello della ricerca italiana non può essere dissolto nel nulla, costringendo magari eccellenti studiosi a rivolgersi oltre confine per proseguire il proprio lavoro.  Auspichiamo che almeno su un tema così rilevante si trovi una unità di intenti tra il governo regionale e quello nazionale, entrambi di centrosinistra: una circostanza che ad oggi anziché essere proficua per la Calabria si è rivelate letale,  traducendosi soltanto in una continua prova di disattenzione e  di mortificazione dei bisogni della nostra regione”.

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