Rinnovato l’atto di consacrazione del territorio provinciale alla Madonna di Porto, Patrona della Provincia

CATANZARO –  Una manifestazione suggestiva e di intensa commozione che richiama ogni anno migliaia di fedeli e che coinvolge con particolare intensità emotiva l’amministrazione provinciale di Catanzaro, guidata dal presidente Enzo Bruno. Anche quest’anno, infatti, il presidente Bruno ha rinnovato l’atto di consacrazione del territorio provinciale alla Madonna di Porto, Patrona della Provincia, nel corso della messa celebrata da don Orlando Amelio, alla presenza di autorità civili e militari. Con la solenne celebrazione di questa mattina, che ha visto l’accensione del cero votivo da parte del presidente della Provincia di Catanzaro e del sindaco di Gimigliano Massimo Chiarella, sono iniziati i festeggiamenti civili e religiosi in onore della Madonna di Costantinopoli. Martedì 6 maggio, invece, si ripeterà come ogni anno il pellegrinaggio che porterà la sacra Effigie da Gimigliano a Porto dove ha sede la Basilica minore dedicata alla Vergine, e la celebrazione alle 12 della santa messa alla presenza dell’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone. Il presidente della Provincia e il sindaco di Gimigliano, presente anche il sindaco di Lappano, Maurizio Biasi – con cui Gimigliano è gemellato – hanno raggiunto la chiesa matrice muovendosi dalla sede del Comune in un breve corteo, proceduti dai gonfaloni dei due Enti intermedi e accompagnati dalla banda di Gimigliano, diretta dal maestro Scalzo. “Alla Madonna di Costantinopoli affidiamo il benessere e la serenità delle nostre comunità, e invochiamo uno sguardo benevolo di attenzione per quanti si spendono per il bene comune – ha affermato il presidente Bruno -. Come si recita nell’atto di consacrazione, una preghiera toccante e sentita, alla Madonna di Porto affidiamo gli 80 comuni della nostra provincia, con maggiore forza e devozione proprio in questo momento particolare di difficoltà, in cui la nostra comunità è chiamata ad affrontare prove dure di una esistenza precaria, di disoccupazione ed emarginazione. Invochiamo la protezione della Beata Vergine, rafforzando la nostra identità territoriale e rinnovando un sentimento di appartenenza alla comunità che vogliamo rafforzare quotidianamente con il nostro operato amministrativo”.

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