Soverato, la Summer Arena riapre i battenti con l’energico rock dei Nomadi

E’ cominciata all’insegna del rock dei Nomadi la seconda stagione della Summer Arena a Soverato. Sabato sera il campo Marino, dove l’arena è allestita e gestita dalla Esse Emme Musica di Maurizio Senese – ideatore della rassegna -, ha accolto al meglio i fan della rock band fondata dal tastierista Beppe Carletti e dal cantante Augusto Daolio, che ancora oggi a oltre cinquant’anni dalla sua nascita continua a mettere d’accordo ascoltatori di tutte le età, in maniera trasversale. Lo si è visto anche alla Summer Arena dove si sono concessi per autografi e fotografie già nel primo pomeriggio – l’accesso a questo NomadIncontro era consentito solo a coloro che avevano acquistato il biglietto per assistere alla serata -, prima di “donarsi” letteralmente con un coinvolgente ed energico concerto, di quelli cui loro hanno da tempo abituato il loro pubblico. La serata, introdotta dalla presentatrice ufficiale della Summer Arena, Rossella Galati, è stata aperta dal cantautore calabrese Nestore Verre che ha eseguito due brani del suo repertorio, quindi la scena è stata tutta di Carletti e compagni. A farla da padrone, oltre alle splendide e sempreverdi canzoni targate Nomadi, il nuovissimo vocalist Yuri Cilloni, già cantante dei Lato B, cover band del gruppo. Lui, insieme a un Cico Falzone, alle chitarre, apparso in particolare forma, hanno divertito il pubblico, coinvolgendolo con racconti e battute, inframmezzando i brani con siparietti ironici e decisamente simpatici. A completare la formazione, c’erano anche Daniele Campani alla batteria e Sergio Reggioli al violino, con al basso Daniele Radici in sostituzione di Massimo Vecchi. Nel corso della serata, trasformata in breve in una vera e propria festa, non sono mancati gli omaggi a chi purtroppo non c’è più – su tutti Augusto Daolio -, ma anche i brani più noti del gruppo come “Io, vagabondo”, oltre alle loro cover famose come “Auschwitz”, “Il vecchio e il bambino”, “Dio è morto” – tutte di Guccini -, passando per “Io voglio vivere”, “L’uomo di Monaco”, “Sangue al cuore”, tra le tante altre. L’occasione del concerto è valsa anche al promoter Maurizio Senese e al sindaco di Soverato Ernesto Alecci per consegnare sul palco a Beppe Carletti un’opera del maestro orafo Michele Affidato raffigurante un ippocampo, il cavalluccio marino simbolo della Città di Soverato.

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