Vicenda ragazzi gay: la solidarietà concreta di un’associazione di Squillace

SQUILLACE – Nei giorni scorsi sono stati rifiutati da una casa vacanze del Vibonese. «Non accettiamo gay e animali», la risposta ricevuta sul telefonino tramite un messaggio dal titolare della casa vacanze di Ricadi, cui i due ragazzi napoletani si erano rivolti per trascorrere una vacanza sulla costa tirrenica vibonese. Una doccia gelata per i due giovani che hanno voluto rendere pubblica la vicenda  raccontando la loro storia all’Arcigay di Napoli e al critico letterario  Massimo Arcangeli. La notizia ha poi fatto il giro delle testate giornalistiche nazionali, suscitando indignazione. Ora arriva la solidarietà per i due giovani discriminati perché gay. Da Squillace, il responsabile dell’associazione “Ospitalità & Accoglienza”, che dispone di alcune strutture ricettive a Squillace e a Villaggio Mancuso, nella Sila catanzarese, ha invitato i due per una  permanenza gratuita dal 31 luglio al 5 agosto, o in alternativa dopo il 20 agosto, in camera con bagno e prima colazione. Solidarietà concreta, dunque, a dimostrazione che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio; che c’è un’altra Calabria che si oppone alle discriminazioni. L’associazione squillacese è diventata operativa da gennaio di quest’anno ed è emanazione di una organizzazione regionale regolarmente iscritta al registro regionale delle associazioni del Terzo Settore. Il primo intervento effettuato è stato quello di togliere dalla strada un uomo di 83 anni, pensionato sociale, accogliendolo della struttura dell’associazione. Come reso noto dal presidente di “Ospitalità & Accoglienza”, lo scopo del suo sodalizio è quello di adoperarsi a fornire assistenza alloggiativa a quelli che si definiscono i nuovi ultimi. «Soggetti – spiega  – che per svariate cause si trovano a vivere situazioni di emergenza e disagio abitativo». All’occasione, come nel caso dei due ragazzi napoletani, l’associazione è pronta all’accoglienza. Un bel gesto che fa onore anche a Squillace, città dell’accoglienza e dell’integrazione.

Carmela Commodaro

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