Cancellazione dell’ufficio stampa dell’Unical: interviene il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ed il movimento “Giornalisti d’Azione” auspica un intervento di Ordine e Sindacato regionali

Dopo la presa la posizione della componente di Stampa Romana “Senza Bavaglio” e del movimento “Giornalisti d’Azione”, sulla vicenda della cancellazione dell’ufficio stampa dell’Università della Calabria interviene il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti con una nota diramata questa mattina. “Nell’esprimere solidarietà ai colleghi Francesco Kostner e Francesco Montemurro, il CNOG – è riportato nella nota – stigmatizza la decisione dell’Università della Calabria di sopprimere e cancellare l’ufficio stampa dalla pianta organica dell’ateneo. Con delibera 828 del 30 giugno 2017 il direttore generale Alfredo Mesiano e il rettore Gino Mirocle Crisci hanno smantellato l’intera struttura, relegando i due colleghi a nuovi incarichi non meglio precisati presso il Centro editoriale e per la divulgazione scientifica dell’Ateneo. Il collega Francesco Kostner era stato assunto nel 2008 dopo aver vinto uno
specifico concorso per le attività di Comunicazione, Ufficio stampa e Relazioni esterne, assumendo nello stesso anno l’incarico di Capo Ufficio Stampa secondo quanto previsto dalla legge 150/2000. Nell’aprile 2011 era stato successivamente assunto il collega Francesco Montemurro, al quale sono state attribuite le funzioni di addetto stampa. In questi dieci anni di attività non sono mai stati mossi rilievi e contestazioni all’ufficio stampa, e, a seguito di specifica ispezione, l’Università ha proceduto a versare regolarmente i contributi previdenziali dei due colleghi all’Inpgi. L’Ufficio Stampa dell’Unical (Università della Calabria) ha puntualmente svolto in questi anni l’attività di rassegna stampa, redazione del portale web, gestione dei socialmedia, pubblicazione della newsletter e coordinamento della radio Ponteradio e del canale digitale terrestre UnicalChannel dell’Università. Pertanto – continua la nota del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti – la decisione si sopprimere l’Ufficio Stampa appare chiaramente come una violazione dei doveri di corretta informazione che un ente pubblico deve garantire e che troviamo contenuti anche nella sentenza della Corte Costituzionale n.348 del 1990. Tanto più che in questo caso, nell’affidare alla figura della portavoce, presente all’interno dell’ateneo, i compiti propri di un ufficio stampa, si prefigura una palese violazione della legge 150/2000, soprattutto laddove la legge riconosce e distingue chiaramente le differenti competenze e funzioni delle due figure, quella di portavoce e quella di addetto stampa”. Il movimento “Giornalisti d’Azione” auspica un intervento di Ordine e Sindacato regionali.

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