Archivi categoria: cronaca

SAN SOSTENE (CZ). OLTRE 4 KG DI MARIJUANA NEL MAGAZZINO DEL BAR: 3 ARRESTI DEI CARABINIERI

SONY DSC

Nella mattinata di sabato, nell’ambito di un servizio predisposto dalla Compagnia di Soverato finalizzato al controllo degli esercizi pubblici della giurisdizione, i Carabinieri della Stazione di Davoli, unitamente a personale del N.A.S. (Nucleo antisofisticazione e sanità) di Catanzaro, si sono recati presso un bar sito nel centro di San Sostene allo scopo di verificare il possesso della prevista documentazione, nonché il rispetto delle norme igienico-sanitarie. Nella circostanza, le verifiche sono state estese anche ad un magazzino adibito a deposito di alimenti e bevande, ubicato a pochi metri di distanza, ove, sin da subito, i militari hanno iniziato a  percepire un intenso odore di cannabis e, pertanto, hanno iniziato a rovistare tra i numerosi contenitori ivi presenti. Le accurate ricerche esperite si sono concluse con esito positivo: all’interno di un secchio in plastica di colore bianco, sono state rinvenute 8 buste in cellophane contenenti 4,2 kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana, un bilancino di precisione, due guancioli per arma corta e un kit di pulizia armi. Il suddetto materiale è stato immediatamente sottoposto a sequestro e custodito presso gli uffici del Reparto operante, in attesa delle analisi di rito. Dopo i successivi accertamenti, la proprietaria dell’esercizio, M.V. cl.’88, la dipendente, P.M.C. cl.’93, e il fratello di quest’ultima, P.C. cl.’87, sono stati tratti in arresto, poiché ritenuti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel pomeriggio odierno, la 1^sezione penale del Tribunale di Catanzaro ha convalidato gli arresti, disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari per il solo P.C., essendosi assunto in toto la responsabilità dei fatti.

Sequestro 55 kg cocaina in porto Gioia Tauro

GIOIA TAURO – Oltre cinquantacinque chilogrammi di cocaina sono stati individuati e sequestrati dagli uomini del Comando provinciale di Reggio Calabria della Guardia di Finanza e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane – Ufficio Antifrode di Gioia Tauro nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Dda reggina. Lo stupefacente è stato trovato all’interno di un container, che trasportava caffè, proveniente dal Brasile e destinato in Libano. Le attività sono state eseguite attraverso una serie di incroci documentali e controlli di container sospetti grazie all’utilizzo di apparecchiature scanner in dotazione all’Agenzia delle Dogane e di unità cinofile della Guardia di Finanza.
La cocaina sequestrata, suddivisa in 50 panetti, per un totale di 55,47 kg. avrebbe fruttato, con la vendita al dettaglio, circa 11 milioni di euro. Nell’anno in corso sono stati sequestrati nel porto calabrese oltre 836 chilogrammi di cocaina purissima.(ANSA)

Incidente sulla Sa-Rc, morto un bambino

LAINO BORGO (CS),  Due persone, tra cui un bambino di otto anni, sono morte ed altre cinque sono rimaste ferite in un incidente stradale accaduto stamattina lungo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, tra gli svincoli di Laino Borgo e Mormanno. Tra i feriti ci sono anche due bambini. L’incidente si é verificato nella galleria “Iannello”, a doppio senso di circolazione per lavori. Due le automobili coinvolte, scontratesi frontalmente. Il traffico, chiuso in primo tempo per consentire l’effettuazione dei rilievi, é stato riaperto successivamente dall’Anas, il cui personale é intervenuto sul posto insieme al 118 ed alla polizia stradale.Si aggrava il bilancio dell’incidente accaduto stamattina lungo l’autostrada A2 Salerno-Reggio Calabria, in un tratto in galleria a doppio senso di circolazione tra gli svincoli di Laino Borgo e Mormanno. I morti, infatti, sono aumentati a quattro.     Due delle vittime, residenti a Pomigliano d’Arco (Napoli), viaggiavano a bordo di una Renault: si tratta di Raffaele La Rocca, di 40 anni, e del figlio Luigi, di 8 anni. Sulla vettura si trovava anche la moglie di La Rocca, Antonietta Dentino, di 37 anni, ricoverata in gravi condizioni nell’ospedale di Cosenza, e le altre due figlie della coppia, una di quattro anni e l’altra di 12, anche loro ricoverate a Cosenza.   Le altre due persone decedute, che viaggiavano nella seconda auto coinvolta nell’incidente, una Suzuky, sono Santo Moschella, di 85 anni, ed Olga Brancone, di 83, residenti a Genova.(ANSA)

In Calabria lieve calo dei reati nel ciclo illegale dei rifiuti

Il nuovo Rapporto Ecomafia 2017 di Legambiente, che sarà presentato a Roma il prossimo 3 luglio, mostrerà un dato importante per la Calabria: un lieve calo delle infrazioni nel ciclo illegale dei rifiuti. La Calabria passa dal secondo al quarto posto nella classifica nazionale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti: sono 429 le infrazioni accertate rispetto alle 487 dello scorso anno. Questo l’unico dato che è stato reso noto nel corso della conferenza di Legambiente Calabria nell’ambito di “Trame Festival” a Lamezia Terme, nella sede di Palazzo Nicotera, su “Ecomafie: la criminalità ambientale”. Presenti al dibattito, il responsabile nazionale Osservatorio ambiente e legalità Antonio Pergolizzi ed il vicepresidente di Legambiente Calabria Andrea Dominijanni. I lavori sono stati coordinati dal giornalista Pasqualino Rettura. Oltre al ciclo illegale dei rifiuti, il prossimo 3 luglio saranno resi noti anche i dati calabresi che riguardano l’abusivismo edilizio, i delitti contro gli animali e la fauna selvatica, le archeomafie, gli incendi, le agromafie e reati nel settore delle energie rinnovabili. “Nel corso del 2016 – ha spiegato Pergolizzi – le forze dell’Ordine hanno contestato in Calabria ben 429 reati, in leggero calo rispetto all’anno precedente. Si tratta di un numero di reati che copre circa il 7,5% sul totale nazionale. Per i reati connessi alla gestione dei rifiuti sono state denunciate 445 persone, mentre 8 sono state arrestate”. Pergolizzi ha reso noto anche che, “su scala provinciale, Reggio Calabria, con 217 illeciti, è la seconda, subito dopo Napoli”. “Rispetto all’applicazione della legge 68 sui cosiddetti ecoreati – ha detto ancora il responsabile nazionale dell’Osservatorio di Legambiente – la Calabria è al primo posto per il maggior numero di casi contestati di inquinamento ambientale e di sequestri”.  “Serve un cambio di marcia che parta dal territorio in tema di gestione delle risorse ambientali e di servizi pubblici essenziali, come i rifiuti, – ha concluso Pergolizzi -. La migliore lotta all’ecomafia è quella di dotarsi di modelli di gestione e di governance moderni, trasparenti e circolari. Se si continua con il trasporto e il conferimento in discarica, i clan continueranno a essere imbattibili. Così come la lotta alla corruzione, anche in Calabria, rappresenta una priorità assoluta, poichè insieme alle ‘ndrine sono ancora oggi il più pesante fardello per l’intera comunità calabrese”. I numeri del prossimo Rapporto – ha affermato Andrea Dominijanni, vicepresidente regionale Legambiente – forniranno una fotografia più ampia delle illegalità ambientali nella nostra regione, ma i dati degli ecoreati accertati dall’entrata in vigore della legge 68 del 19 maggio 2015, che ha introdotto nel nostro Codice penale il Titolo VI-bis dedicato ai delitti ambientali, stanno dimostrando tutta l’efficacia del nuovo sistema sanzionatorio”.  La legge sugli ecoreati ha fornito un valido strumento operativo alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria per poter fermare gli eco criminali. Le novità importanti di questa legge sono diverse. I cinque nuovi ecoreati del codice penale sono: inquinamento, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale radioattivo, impedimento del controllo e omessa bonifica. Le pene sono molto importanti: si va dalla reclusione da 2 a 6 anni per il delitto di inquinamento a quella da 5 a 15 anni per chi commette un disastro ambientale. I tempi di prescrizione raddoppiano (il delitto di disastro ambientale si prescrive addirittura in 30 anni) ed è prevista una lunga serie di aggravanti, tra cui quelle per lesione, morte, ecomafia e corruzione, e si possono eseguire le confische dei beni (anche per equivalente) in caso di condanna. La legge prevede anche sconti di pena per chi si adopera a bonificare in tempi certi (questo accelererà inevitabilmente il processo di risanamento in Italia) e un sistema di estinzione amministrativa dei reati minori se vengono rispettate in tempi certi le prescrizioni dettate dagli organi di controllo come l’Arpacal. Sono previste anche sanzioni severe come la responsabilità giuridica delle imprese. Sono nuovi delitti che non sostituiscono o abrogano le leggi precedenti (continuano a esistere i reati contravvenzionali), così come il nuovo disastro ambientale si aggiunge al vecchio disastro innominato (art. 434 del codice penale), utilizzato dai magistrati prima dell’approvazione della legge sugli ecoreati. Si tratta di una riforma che è il frutto di un percorso tortuoso, lungo e faticoso, che ha visto Legambiente in prima linea sin dall’inizio di questa avventura iniziata nel 1994, dimostrando l’enorme importanza che la società civile può assumere per imporre l’interesse collettivo al centro dell’azione politica, al di là dei singoli schieramenti partitici.

Soverato, il sindaco Alecci incontra rappresentante Anas

Si è svolto oggi pomeriggio presso Palazzo di Città un proficuo incontro tra il sottoscritto ed il Geom. Rosario Montesano in rappresentanza dell’Anas. Si è discusso circa lo stato di degrado di alcune piazzole di sosta lungo la 106 a causa dell’inciviltà di automobilisti che abbandonano sacchetti di rifiuti. Il Geom. Montesano mi ha rassicurato sul fatto che l’Anas aveva già previsto gli interventi straordinari di pulizia e che vista la sollecitazione arrivata dal comune gli stessi saranno effettuati in tempi strettissimi.Si è valutata la possibilità di installare delle telecamere in prossimità delle aree a maggior rischio di abbandono rifiuti affinché tale fenomeno possa cessare definitivamente. Ringrazio l’Anas per la grande sensibilità dimostrata e soprattutto per lo spirito di collaborazione che risulta fondamentale per una corretta gestione del territorio. Colgo l’occasione per evidenziare che a poche centinaia di metri dalle piazzole di sosta poste sulla 106 a nord di Soverato è presente l’isola ecologica dove tutti i giorni, tranne la domenica, possono essere conferiti i rifiuti senza nessun costo per l’utente. Impariamo a rispettare la natura e cerchiamo di voler bene al nostro territorio.

ATTIVITA’ ISPETTIVA CONGIUNTA DELLA GUARDIA COSTIERA DI SOVERATO E DELLA POLIZIA DI STATO

A seguito dei controlli volti alla tutela dell’ambiente disposti dal Questore della provincia di Catanzaro, dott.ssa Amalia Di Ruocco, nella mattinata di ieri  si è svolta un’operazione interforze, che ha condotto al sequestro preventivo un’area di demanio fluviale della superficie di 2435 metri quadrati sulla quale sono stati rinvenuti, depositati abusivamente, rifiuti speciali di natura pericolosa e non per un totale di circa 1000 metri cubi. L’attività si è svolta con l’impiego di personale della Guardia Costiera di Soverato dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Catanzaro, del Reparto Prevenzione Crimine  di Vibo Valentia e della Stazione Carabinieri Forestale di Catanzaro. L’area posta sotto sequestro si trova sull’argine destro del fiume “Corace”, in prossimità della foce, nelle immediate vicinanze di civili abitazioni a circa 100 metri dal mare. La situazione è stata ritenuta di particolare rilevanza in quanto è stata scoperta la presenza di rifiuti speciali di natura pericolosa e non, in quantità tale da poter essere definita  quale vera e propria “discarica”,  nella quale sono stati rinvenuti materiali di risulta derivante da lavori edili, pneumatici, metalli, plastica, elettrodomestici in disuso e residui di  materiale di natura vegetale. Vista la natura dei rifiuti rinvenuti è stato richiesto l’intervento del  personale ARPACAL che è intervenuto tempestivamente ed ha proceduto alla caratterizzazione dei materiali sequestrati. L’area ed i rifiuti sequestrati sono stati affidati in custodia giudiziaria ad un funzionario della Regione Calabria Ente preposto alla gestione del Demanio Fluviale. I servizi di ispezione e di indagine per la prevenzione e repressione dei crimini contro l’Ambiente marino e costiero sono una priorità e,  proseguiranno anche nei prossimi giorni, interessando tutte le attività balneari, ristorazione e intrattenimento, presenti su aree demaniali.

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ). PICCHIA LA MADRE AL FINE DI ESTORCERLE DENARO PER L’ACQUISTO DI STUPEFACENTI: ARRESTATO

Nella serata di lunedì, i Carabinieri della Stazione di Chiaravalle Centrale hanno tratto in arresto G.A., 31enne, per tentata estorsione e lesioni personali aggravate. Nella circostanza, il prevenuto, al fine di ottenere una congrua somma di denaro da destinare all’acquisto di sostanze stupefacenti, dapprima ha messo a soqquadro l’abitazione e poi ha picchiato e minacciato ripetutamente la madre, tanto da costringerla a rifugiarsi nel bagno e a contattare i Carabinieri. Giunti sul posto, gli operanti hanno sin da subito notato una evidente tumefazione sul volto della malcapitata donna, provvedendo al conseguente accompagnamento della stessa presso il punto di primo intervento della Casa della Salute di Chiaravalle Centrale, ove le venivano diagnosticate delle lievi lesioni personali. A questo punto, il soggetto, individuato e bloccato all’interno della propria stanza da letto, è stato arrestato e ristretto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Soverato. Nella mattinata odierna, la 1^sezione penale del Tribunale di Catanzaro, non ravvisando lo stato di flagranza, non ha convalidato l’arresto, disponendo tuttavia la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Chiaravalle Centrale, attesi i gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di reiterazione del reato.

Agguato in Calabria, ucciso operaio Vittima stava guidando auto, ritenuto vicino ambienti criminali

SORIANELLO – Un operaio, Salvatore Inzillo, di 46 anni, è stato ucciso stamattina in un agguato a Sorianello, un centro del vibonese.
Nel momento dell’agguato, Inzillo stava percorrendo, alla guida della propria automobile, una strada del centro storico del paese. Contro l’operaio, che era solo nella vettura, sono stati sparati quattro colpi di fucile caricato a pallettoni che non gli hanno dato scampo. Le indagini sull’omicidio sono state avviate dai carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno. La vittima, secondo quanto é emerso dalle prime indagini, sarebbe stata legata ad ambienti della criminalità locale nell’ambito dei quali sarebbe maturato il movente dell’omicidio.(ANSA)

Adesca bambina davanti scuola, arrestato L’ha portata a casa e l’ha palpeggiata, allarme dato da madre

REGGIO CALABRIA,  Un uomo di 63 anni, V.Z., é stato arrestato dai carabinieri in un centro della provincia di Reggio Calabria con l’accusa di avere sottoposto a violenza sessuale una bambina di 10 anni dopo averla adescata all’uscita da scuola. L’arresto é stato eseguito dai militari della Compagnia di Gioia Tauro sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal Gip di Palmi su richiesta della Procura della Repubblica. I fatti risalgono al 7 giugno scorso. A dare l’allarme, facendo scattare le indagini che hanno portato all’arresto di V.Z., é stata la madre della bambina quando non ha trovato la figlia all’uscita da scuola.  Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’uomo é riuscito a portare a casa sua la bambina, attirandone l’attenzione con alcuni cagnolini, e l’ha accarezzata nelle parti intime.    Successivamente l’ha ricondotta a scuola, dove si trovavano i genitori.(ANSA)