Archivi categoria: cronaca

“La Guardia Costiera Sequestra sette esemplari di Tonno Rosso pescati illegalmente

In data 19 ottobre u.s., a seguito di segnalazione telefonica, circa la presenza di un pescatore sportivo che deteneva esemplari di Tonno Rosso sottomisura, la Sala operativa dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Soverato disponeva l’intervento nella zona indicata della Motovedetta CP 769, dislocata presso l’Ufficio Locale Marittimo di Catanzaro Marina. Il tempestivo impiego del mezzo della Guardia Costiera ha permesso all’equipaggio di sottoporre a controllo numerosi natanti da diporto presenti e di rinvenire sette esemplari di tonno rosso (Thunnus Thinnus) del peso complessivo di otto Kg. Dagli accertamenti posti in essere, il personale militare operante ha avuto modo di constatare che l’unità da diporto era priva delle prescritte autorizzazioni necessarie per la pesca di tale specie ittica e che, in ogni caso, il pescato era di taglia abbondantemente inferiore a quella minima consentita dalla vigente normativa, oltre che essere stato catturato in un periodo in cui la pesca sportiva del tonno rosso risulta essere chiusura.
Per le infrazioni accertate, al trasgressore è stata contestata la violazione del Decreto Legislativo 4/2012 e del Reg. CE 302/09 per cui gli è stata comminata una sanzione amministrativa di € 10.000 ed il prodotto ittico posto sotto sequestro, dopo accurata ispezione da parte dei Medici del Servizio Veterinario Area B di Catanzaro, veniva devoluto in beneficienza alla “Mensa dei Poveri” di Catanzaro. Il Tonno rosso è una specie da tempo minacciata dall’eccessivo sfruttamento degli stock ittici presenti nel Mediterraneo ed è pertanto particolarmente tutelata dall’Ordinamento comunitario, ragione per cui il controllo e la prevenzione della pesca di frodo costituisce uno degli obbiettivi dei militari della Guardia Costiera di Soverato e Catanzaro Marina coordinati dal Comandante, Tenente di Vascello Claudia Palusci.

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Radioattività: anche in Calabria nessun allarme Rutenio 106

Nessuna presenza di Rutenio 106, radioisotopo di origine artificiale rilevato in diversi stati europei nel mese di ottobre,  nell’aria calabrese. Lo certificano i laboratori fisici di dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria) che fanno parte della Rete nazionale RESORAD (REte nazionale di SOrveglianza sulla RADioattività ambientale) di ISPRA; RESORAD, infatti, esegue un monitoraggio permanente sulla concentrazione di radioattività in campioni ambientali e alimentari, secondo un piano di campionamento che garantisce la rappresentatività dei dati sul territorio nazionale. Dagli inizi del mese di ottobre alcuni istituti internazionali di sicurezza nucleare e rappresentanti nazionali (IRSN – Istitut de radioprotection et de surete Nationale- France – Norwegian Nuclear Safety Authority (NRPA), Swiss Federal Office of Public Health (FOPH), Austrian Ministry of the Environment – Austria) hanno infatti divulgato informazioni circa la rilevazione nei rispettivi Stati, di Rutenio 106 in aria. Tale radioisotopo è di tipo artificiale con tempo di decadimento di circa un anno, utilizzato soprattutto in medicina in forma di sorgenti sigillate per applicazioni di brachiterapia oftalmica. Esso è presente anche in impianti del ciclo del combustibile nucleare e in installazioni industriali per la produzione di radioisotopi. A seguito di tali notizie anche i laboratori italiani appartenenti alla RESORAD sono stati allertati e hanno iniziato monitoraggi mirati per la eventuale rilevazione del Rutenio in aria. Il Laboratorio Fisico di Cosenza, diretto dalla Dott.ssa Trozzo, in collaborazione con il Servizio Tematico Aria di Cosenza, diretto dalla Dott.ssa Tuoto, ha effettuato, attraverso un campionatore ad alto volume per polveri totali, una serie di campionamenti su filtro che sono stati poi analizzati dal Laboratorio Fisico di Reggio Calabria, diretto dalla Dott.ssa Belmusto. Quest’ ultimo, a sua volta, ha effettuato campionamenti a Reggio Calabria in maniera tale da monitorare sull’intera regione Calabria un’eventuale anomalia radiometrica legata a tale radionuclide. “Dalle analisi si evince – dicono dai laboratori – che i dati misurati del Rutenio 106 sono sotto il limite di rilevabilità strumentale (misure effettuate con stazione di spettrometria Gamma al Germanio Iperpuro)”.

Le misurazioni effettuate nelle altre regioni italiane confermano inoltre che i valori di concentrazione di radioattività misurati non hanno rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.

Per quanto riguarda l’origine del fenomeno, ISPRA continua a seguire la problematica, anche se attualmente non ci sono informazioni, attraverso i canali internazionali di notifica, di eventuali incidenti che abbiano comportato rilascio di radioattività nell’ambiente. Da valutazioni e calcoli basati sull’andamento delle condizioni meteorologiche dei giorni scorsi e sui dati di concentrazione in aria rilevati in alcuni Paesi europei, svolte da Istituti specializzati, in particolare l’IRSN francese, si ipotizza che la sorgente della contaminazione possa essere localizzata a sud della regione degli Urali.

LAMEZIA TERME: GUARDIA DI FINANZA. DUE IMPRENDITORI AGRICOLI INDAGATI PER ESTORSIONE IN DANNO DI 95 DIPENDENTI.

La procura della repubblica di Lamezia ha emesso nei giorni scorsi un’informazione di garanzia e contestuale avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di due imprenditori agricoli operanti nella piana di Lamezia Terme, i quali, come evidenziato dalle indagini della guardia di finanza del gruppo di Lamezia Terme, hanno commesso estorsioni a danno di 95 loro dipendenti. L’attività è scaturita da mirati controlli effettuati negli scorsi mesi dai finanzieri in diverse località delle campagne lametine, attraverso il monitoraggio di automezzi, sopralluoghi, appostamenti, pedinamenti e riscontri cinefotografici, effettuata anche col supporto dei mezzi aerei del corpo. Sin dalle prime indagini i finanzieri, acquisendo una serie di elementi indiziari circa l’illecito sistema retributivo adottato dagli imprenditori oggi indagati, informavano questo ufficio, che delegava alle stesse “fiamme gialle” l’esecuzione di specifiche e mirate attività investigative. Le conseguenti indagini permettevano di far luce su un più vasto fenomeno di sfruttamento illecito dei dipendenti, sfociante in vere e proprie estorsioni, attuato dalle persone oggi destinatarie del provvedimento magistratuale. In particolare, i finanzieri hanno scoperto, che gli imprenditori, costringevano sistematicamente i propri dipendenti ad accettare retribuzioni minori (ridotte di circa un terzo) rispetto a quelle formalmente risultanti in busta paga oppure non corrispondenti a quelle previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro, con la minaccia dell’immediato licenziamento o, prima dell’instaurazione del formale rapporto lavorativo, con l’esplicito rigetto della richiesta di assunzione avanzata da coloro che aspiravano all’impiego secondo le regole. Le indagini, hanno consentito di appurare che il sistema estorsivo era stato eseguito nei confronti dei 95 dipendenti, nel periodo compreso tra il gennaio ed il febbraio del 2016 e che i braccianti erano di nazionalita’ prevalentemente extracomunitaria. Questa indagine e’ l’ulteriore riscontro dell’attenzione rivolta da questa procura della repubblica e dalla guardia di finanza di Lamezia terme verso le fasce piu’ deboli della societa’, per le quali si cerca di mettere in campo ogni risorsa disponibile per la repressione dei reati che li vedono offese. Si auspica, tuttavia, che coloro i quali si sentano vittime di soprusi o sfruttamento, si rivolgano autonomamente alle forze dell’ordine, posto che anche in questo comparto investigativo si riscontra spesso una forte omerta’ ovvero acquiescenza verso coloro che non rispettano le regole.

Droga: spaccio a giovani Vibo, 5 arresti

 VIBO VALENTIA, La Squadra mobile di Vibo Valentia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di cinque persone accusate di avere svolto un’intensa attività di spaccio di droga in città e nella frazione “Piscopio”. Il “giro” di clienti del gruppo di spacciatori era composto soprattutto da giovani. Le persone poste agli arresti domiciliari sono Arcangelo Michele D’Angelo, di 27 anni; Giovanni, Michele ed Antonio Zuliani, di 21, 19 e 25 anni, e Nicola Doria, di 30. Per altre due persone, Emmanuele La Bella, di 25 anni, e Francesco Morano, di 20, il Gip ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Dalle indagini é emerso, tra l’altro, che tra le persone che acquistavano la droga dal gruppo di spacciatori, in luoghi anche centrali della città, c’erano anche minorenni.(ANSA)

Omicidio a Lamezia Terme,fermati coniugi

LAMEZIA TERME – Personale della Polizia di Stato della Questura di Catanzaro ha eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto a carico di Marco Gallo, di 32 anni – già arrestato a luglio perché ritenuto l’autore dell’omicidio di Gregorio Mezzatesta, assassinato a Catanzaro lo scorso 25 giugno – e della moglie di Gallo, Federica Guerrise, di 30 anni. La donna è ritenuta corresponsabile dell’omicidio del fruttivendolo Francesco Berlingieri, di 57 anni e del ferimento di un nipote minore dell’uomo avvenuti a Lamezia Terme il 19 gennaio 2017.
Il provvedimento di fermo, emesso dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, è stato convalidato ieri dal Gip che ha applicato a Federica Guerrise la misura della custodia cautelare in carcere. Le indagini hanno consentito di risalire ad un solido quadro probatorio nei confronti dei coniugi, ricostruendo i loro movimenti sul luogo del delitto.(ANSA)

Soverato, insegue in auto la ex convivente e la tampona: arrestato un 28enne dai Carabinieri

 Nella decorsa serata, i Carabinieri della Compagnia di Soverato hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della locale Procura, nei confronti di S.A., 28enne di Soverato, ritenuto responsabile di maltrattamenti contro familiari e conviventi. L’allarmante sequenza, ormai sistematica, di condotte persecutorie e vessatorie, connotate da violenze fisiche e verbali, non si sono placate neanche dopo l’allontanamento dalla casa familiare da parte della malcapitata vittima, costretta a rivolgersi più volte ai Carabinieri della Stazione di Soverato, al fine di ricevere tutela per se e per i propri figli; già, perché neanche la presenza dei minori è servita a fermare l’ira funesta del prevenuto. Tutto è iniziato tre anni fa, nel 2014, anno in cui è stata avviata la convivenza. Da allora, il giovane ha sempre tenuto un atteggiamento arrogante e autoritario nei confronti della ragazza, sottoponendola a reiterate mortificazioni ed imposizioni, provocando, spesso senza alcuna giustificazione, delle violente liti, caratterizzate da ingiurie e percosse, giungendo finanche ad afferrarla per i capelli e a sbatterle la testa contro il muro. Cessata la convivenza, la situazione è definitamente degenerata: a causa della irrefrenabile gelosia, ha iniziato a molestarla con sms e telefonate e a pedinarla costantemente, anche sul luogo di lavoro. L’episodio più inquietante si è verificato il 14 luglio u.s., allorquando il giovane, mentre attendeva il rientro della ragazza presso la propria abitazione, ha tentato dapprima di strattonarla e poi, messosi all’inseguimento dalla stessa con la sua auto, ha provocato il tamponamento del mezzo da lei condotto. I continui interventi e le indagini della Stazione Carabinieri di Soverato hanno consentito di evitare guai ulteriori e di raccogliere, di concerto con l’Autorità Giudiziaria, gli elementi necessari per l’espletamento delle attività d’indagine. Conseguentemente, è stata emessa la misura cautelare degli arresti domiciliari, con contestuale divieto di comunicare, anche telefonicamente e telematicamente, con persone diverse da quelle che con lui convivono.

Due diversi incidenti sull’Autostrada A2 Salerno – Reggio Calabria tra gli svincoli di Altilia e San Mango d’Aquino. Muore un autista di Soverato.

Il primo incidente tra un’auto e un camion nei pressi di Altilia dove ha perso la vita il conducente dell’auto. Non si conoscono ancora le generalità. Il secondo incidente è avvenuto nei pressi dello svincolo autostradale di San Mango d’Aquino. Un autobus si è scontrato contro il guardarail. L’autobus non aveva passeggeri ma l’autista è rimasto incastrato fra le lamiere ed è stato estratto dai Vigili del fuoco, ma per lui non c’è stato niente da fare.La vittima è Raffaele Bressi originario di Soverato. Sono incorso gli accertamenti per la causa dell’incidente. Sul posto sono giunti gli uomini della Polizia Stradale e i soccorritori del 118.