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Consap – Sindacato di polizia : “ Cresce l’escalation del crimine in Città”


A lanciare l’allarme è il sindacato di polizia Consap, dopo i due
preoccupanti attentati al ristorante “ai reduci…” ed alla rivendita di
pneumatici “Mastria”.
Fondamentale è una maggiore attenzione!!!
E’ sotto gli occhi di tutti il ragguardevole aumento di episodi criminosi
nella città capoluogo- che collocano a serio rischio l’incolumità pubblica e
la sicurezza dei cittadini nonché in angosciosa difficoltà gli esercenti che
vogliono investire nella nostra Città e si ritrovano a dover corrispondere
la deplorevole “tangente”.
Sicuramente il tutto dettato sia da un crescente vuoto pneumatico tra i
giovani che li spinge a delinquere e a dedicarsi allo spaccio di stupefacenti
( in quasi tutti i quartieri del capoluogo), sia dalla criminalità organizzata
che non intende dichiarare la resa ( e gli ultimi eventi lo dimostrano).
Ma è pure vero che i cittadini onesti hanno diritto di vivere in un contesto
sicuro.
Le forze dell’ordine stanno facendo un ottimo lavoro, con grande
professionalità e l’ammirevole abnegazione , ma bisogna fare di più e
soprattutto non bisogna fermarsi o arrendersi.
Bisogna contrastare efficacemente lo straripante fenomeno della
criminalità che purtroppo fa registrare un preoccupante accrescimento
nella città di Catanzaro.
Secondo la segreteria della Consap guidata dal Segretario Generale
Antonio Cunsolo e dal suo Vice Segretario Allotta Ettore -occorre mettere
in campo uomini e mezzi che difendano la legalità e sicurezza
riconsegnando la città ai cittadini, (perché la città è di tutti,) con la
tranquillità che essi meritano, tipica degli anni passati. “Catanzaro ,
un’isola una volta felice”.
C’’è, sicuramente, bisogno di un nuovo e maggiore impegno comune
indirizzato al contrasto di reati come spaccio di stupefacenti furti attentati
,estorsioni usura perpetrati ai danni dei commercianti e imprenditori.
Le statistiche ovviamente non servono, ma danno l’idea di come la mappa
della criminalità nel capoluogo si stia allargando a macchia d’olio.
Questo Sindacato da sempre sostiene che necessitano ulteriori uomini e
mezzi sul territorio per contrastare delinquenza e criminalità.
Serve dotare le Forse dell’Ordine di strumenti più appropriati – come da
sempre questo Sindacato sostiene -Serve una presa di coscienza del
governo nazionale, che si traduca in provvedimenti concreti come il
potenziamento del settore investigativo per fare fronte “all’emergenza
mafiosa.; utilissimo, inoltre, sarebbe un rafforzamento del controllo del
territorio mediante l’aumento del numero di volanti.
Purtroppo si sente parlare sempre e solo di tagli alle Forse dell’Ordine!
Ora più che mai riteniamo che bisogna mandare un segnale chiaro e
inequivocabile al governo– affermano i vertici della consap – per
ottenere risposte serie e vere tale e che inviti lo stesso Governo a
riflettere in maniera non demagogica ma costruttiva sull’attuale
situazione della sicurezza» a Catanzaro

Sanità Calabria, da settembre meno analisi nelle strutture private accreditate

È quello che paventano Anisap e Asa dopo i preannunciati tagli del commissario alla Salute della regione Calabria. Bilotta (Asa): “Scura caccia risorse a noi per darle ad alcuni settori di cliniche private”

“Se Scura riduce il tetto di spesa i calabresi avranno meno prestazioni sanitarie private”. Non usano mezzi termini Francesco Bilotta e Edoardo Macino, rispettivamente presidente di Asa, associazione strutture accreditate, e di Anisap, istituzioni sanitarie private. “ È quello che il commissario alla Salute della Regione Calabria ci ha comunicato intende fare. Cioè – dice Bilotta – vuole spostare risorse economiche dalla specialistica ambulatoriale ad alcuni settori delle cliniche private. Una scelta, quella di Scura, che andrebbe a penalizzare fortemente i nostri corregionali rispetto al resto dell’Italia. Nel nostro Paese, infatti, ogni abitante può godere di 16 prestazioni sanitarie; i calabresi, considerando costanti quelle erogate dal servizio pubblico e tenendo presente le difficoltà che gli ospedali stanno vivendo, solo 8, cioè la metà. Questo taglio di circa il 15% (una riduzione di quasi 10 milioni di euro rispetto al 2016) si aggiunge a quello operato nel 2016 ( 8% in meno rispetto al 2015), cioè altri quasi 5 milioni. Quello che preoccupa moltissimo – aggiunge Macino – è la confusione che appalesa il commissario Scura quando afferma che le prestazioni sono del 15,7% e che vanno ridotte al 12%. Cosa assolutamente inesatta, e lo abbiamo chiaramente dimostrato a Scura citando come fonte il ministero delle Finanze che, tra l’altro, il commissario aveva nelle sue mani proprio nel momento in cui noi lo dicevamo. Disattenzione? Distrazione? Certo, una cosa che ci rammarica molto è la scarsa memoria del commissario Scura perché a nulla è valso ricordargli che, con suo decreto 25 del 2017, assieme ad Urbani, aveva programmato 12 prestazioni ad abitante! Ma il commissario ci ha precisato che per lui era solo un auspicio e che bisogna, poi, sempre fare i conti con la cassa. Inevitabile, da parte nostra, pensare, quindi, ad un necessità di Scura di risparmiare sulla spesa sanitaria privata. Ma la nostra illusione – dice ancora Macino – è stata subito smentita dal fatto che i soldi che si andrebbero a risparmiare sono già destinati ad alcune case di cura private, e che tale spostamento di risorse economiche è stato già previsto nel suo decreto 135 del dicembre 2016. È difficile discutere con qualcuno che dà l’impressione di non conoscere la materia in discussione. È difficile ed è anche preoccupante. Carenza che si manifesta anche quando il commissario dimentica che il Tar Calabria ha (già) annullato i (suoi) decreti sui tagli delle prestazioni specialistiche degli anni 2014, 2015 e 2016. Insomma, ci pare sia arrivato il momento che il presidente Gentiloni ed il presidente Oliverio si adoperino in fretta per trovare un commissario competente e con solida memoria. Per intanto – conclude Bilotta – a rimetterci saranno sempre, come al solito, i cittadini che da settembre dovranno rinunciare a diverse analisi nei laboratori privati”.

ASP CATANZARO: NESSUNA CHIUSURA NE’ RIDIMENSIONAMENTO DEL CENTRO DI SALUTE MENTALE DI DECOLLATURA

Catanzaro, – Il Direttore Generale dell’Asp di Catanzaro, Dott. Giuseppe Perri, interviene in merito agli articoli apparsi sugli organi di informazione,  con i quali viene agitato lo spettro della possibile chiusura del Centro di Salute Mentale dell’ex Distretto del Reventino con sede a Decollatura, affermando che: “al fine di evitare inutili allarmismi, la Direzione Generale intende rassicurare gli utenti, le famiglie ed i rappresentanti istituzionali del territorio sul fatto che non vi sarà alcuna chiusura del Centro ne, tantomeno, saranno ridotte le attività riabilitative del centro diurno. Le criticità temporanee verificatisi negli ultimi giorni sono state determinate dal turnover dei dipendenti che hanno il diritto, come tutti gli altri lavoratori, di godere del meritato riposo nel periodo estivo. Già dai prossimi giorni il  Centro riprenderà le normali attività, grazie anche al rientro di uno degli psichiatri di riferimento ed alla nomina di un tecnico della riabilitazione psichiatrica, in sostituzione di altro dipendente in aspettativa di legge, e saranno eseguite sia le prestazioni ordinarie che quelle rese in urgenza che, è bene sottolinearlo, sono state comunque assicurate, in questi ultimi giorni, dall’equipe del CSM di Lamezia Terme.”

Chiaravalle Centrale, il gruppo GiovaMenti: misure inefficaci contro la carenza idrica

“La grave carenza d’acqua che ci affligge, oramai, si è trasformata in una vera e propria emergenza che non può più essere affrontata con le solite, inefficaci, misure”. Lo sostiene, in una nota, il movimento politico chiaravallese “GiovaMenti”. “Ovviamente – prosegue il comunicato – nell’immediatezza e vista la mancanza di politiche virtuose a monte, l’unica via percorribile sembra essere quella della chiusura dell’erogazione ad orari prestabiliti. Non dimenticando però, di avvertire per tempo la popolazione. A tal proposito ricordiamo l’ordinanza n. 34 del 01.06.2017 con la quale la cittadinanza è stata informata che l’erogazione dell’acqua sarebbe stata interrotta dalle ore 24,00 alle ore 5,30. Invitiamo l’Amministrazione a verificare se questi orari vengano rispettati dal momento che i cittadini lamentano la chiusura ben prima delle ore 24,00. Nell’attesa che le forze politiche tutte, lavorino insieme per trovare una soluzione adeguata, il gruppo GiovaMenti auspica che la politica dell’emergenza non venga più affrontata esclusivamente con la formula della somma urgenza, metodo che le amministrazioni in generale, molto spesso, hanno usato per saldare tributi elettorali piuttosto che per affrontare seriamente i problemi. Sarebbe infatti, più appropriato prevenire le emergenze con la programmazione ordinaria che garantisce soluzioni meglio ponderate, più trasparenti e alla lunga più efficaci ed economicamente vantaggiose. Ad oggi, però nulla di tutto questo”. “Da sempre, infatti – ribadisce GiovaMenti – l’amministrazione di turno (e quella in carica non fa eccezione) si è limitata a sottolineare il pessimo stato della rete idrica comunale senza mai affrontare il problema in maniera organica ma, al più, si è accontentata di circoscritti interventi di manutenzione straordinaria, magari deliberati in somma urgenza. Dal momento che i cambiamenti climatici non sono più soltanto uno spauracchio e che l’emergenza siccità in estate (al pari di quella alluvionale che vi sarà nei mesi successivi) non cesserà, diventa essenziale se non vitale intervenire radicalmente sulla rete idrica per azzerare gli sprechi, sensibilizzando i cittadini ad un uso più razionale delle risorse idriche e punire gli utilizzi sconsiderati. In tempi non sospetti, noi del gruppo GiovaMenti, avevamo esposto le nostre perplessità sulla gestione emergenziale della rete idrica ed avevamo invitato chi di dovere ad un’attenta riflessione. Cogliamo anche l’occasione di ricordare all’amministrazione che il periodo delle alluvioni è alle porte e sarebbe auspicabile programmare interventi che tutelino l’incolumità pubblica e che evitino danni al territorio. Fa, infine, una certa rabbia pensare che la montagna di debiti che schiaccia il nostro Comune, non sia servita, quantomeno, a realizzare alcuna opera duratura che oggi ci sarebbe tornata veramente utile. Ma che serva soltanto a giustificare l’immobilismo nella programmazione e l’inefficacia delle scelte politiche”.