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Domani in Provincia si insediano le consigliere di Parità Elena Morano Cinque e Maria Anita Chiefari

CATANZARO – L’avvocato Elena Morano Cinque e l’avvocato Maria Anita Chiefari sono rispettivamente la consigliera di Parità effettiva e la consigliera di parità supplente della Provincia di Catanzaro. Il decreto di nomina del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali è stato trasmesso nei giorni scorso. L’insediamento avverrà domani alle ore 10.30 nella Sala Giunta della Provincia di Catanzaro al termine del quale si terrà una conferenza stampa, alla presenza del presidente dell’Ente intermedio, Enzo Bruno, finalizzata a trasmettere la conoscenza esterna delle funzioni e delle competenze proprie dell’organismo insediato e ad illustrare l’attività che sarà posta in essere nel 2017.

IL TEMPO, ALLA FINE, PRESENTA SEMPRE IL CONTO

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO CONSILIARE D’OPPOSIZIONE “BADOLATO RINASCE”

Il debito del Comune di Badolato è arrivato a sette milioni di euro. Con il consiglio del 15 giugno 2017, causa mancate entrate, si è aggiunto un altro milione al debito esistente e i consiglieri di opposizione di “Badolato Rinasce” hanno votato contro il Bilancio Consuntivo, evidenziando le ragioni politiche della loro scelta.
1) Il collasso finanziario si è determinato in un quadro di costante illegalità, come accertato dalla relazione di scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune, in un quadro di responsabilità sia tecniche che politiche.
2) Negli anni del disastro i responsabili degli uffici erano spesso sindaco e assessori, esattamente come sta accadendo adesso, con gli assessori che continuano a firmare atti tecnici che non capiscono, assumendosi pesanti responsabilità di carattere amministrativo e contabile.
3) L’attuale sindaco è la persona più sbagliata per guidare Badolato dopo il commissariamento antimafia. È ormai chiaro che l’anno scorso, nel controllo dei candidati (c.d. “impresentabili”) in Commissione Antimafia, c’è stato qualcosa di anomalo e il sindaco attuale è riuscito a farla franca risultando “immacolato”.
Ma il ragionamento va al di là dei procedimenti che oggi lo riguardano. L’attuale sindaco Mannello è impresentabile perché organico al sistema che ha determinato lo sfascio. Anzi, ne era la punta di diamante poiché dal 2010 al 2013 – gli anni peggiori nel disastro comunale – è stato promosso dall’ex sindaco Parretta responsabile e vertice dell’area amministrativa.
È preoccupante, tanto più con le sue pendenze penali, che oggi sia proprio Mannello a guidare lo stesso Comune sciolto a causa di quell’esperienza amministrativa!
4) I consiglieri di maggioranza ci mettono buona volontà, ma per guidare un Comune ad altissima criticità come il nostro – sorvegliato speciale, reduce da scioglimenti per mafia, in dissesto finanziario, con amministratori al vaglio di Procure e Corte dei Conti, in spopolamento e depresso economicamente – serve capacità di analisi, prospettiva e fermezza politica. Tutte cose che qui mancano completamente.
Molti consiglieri hanno aderito in buona fede a un progetto che però purtroppo non è sano, guidato da una persona troppo compromessa con il recente passato di Badolato, che li porterà allo sbaraglio.
5) Una politica forte richiederebbe che l’attuale amministrazione non si limitasse solo a votare i bilanci ma ad attuare un’operazione di verità su quanto accaduto in questi anni. Un’amministrazione forte, inoltre, farebbe le barricate per il risanamento socio-economico del paese. Questa maggioranza invece ha presentato il nuovo Piano Strutturale Comunale (cioè, praticamente il nuovo piano regolatore) tornando a ricementificare il territorio e premiando gli interessi che hanno già devastato Badolato, invece di pensare a nuovi modelli di sviluppo urbano e socio-economico, cambiando passo rispetto alle devastazioni degli avvoltoi arricchitisi sulle macerie del nostro paese.

C’è silenzio sui grandi temi di sviluppo e mancano forza e volontà di denunciare il marcio. O meglio: i consiglieri non riescono a farlo. Il sindaco che li guida non vuole farlo, perché compromesso. In questi anni solo alcuni (il PD, le liste civiche “Cuore per Badolato” e “Badolato Bene Comune”, il movimento dei giovani formatosi nel 2013, oggi “Badolato Rinasce”) hanno denunciato il disastro verso cui ci si avviava e che, puntualmente, si è verificato. Quei documenti sono pubblici e ancora consultabili da chiunque. Inascoltati. Come purtroppo succederà anche stavolta. Badolato ha già subito l’onta di uno scioglimento per mafia e il secondo dissesto finanziario della sua storia. Chissà nel prossimo futuro.
L’attuale sindaco però non si affanni. Il tempo, alla fine, presenta sempre il conto.

Chiaravalle Centrale, un anno di amministrazione comunale. Il bilancio del sindaco Mimmo Donato

Chiaravalle Centrale

Conferenza stampa del sindaco di Chiaravalle Centrale, Mimmo Donato, presso la sede municipale. Il primo cittadino, accompagnato dalla sua maggioranza, ha voluto tracciare un bilancio dei suoi primi dodici mesi di amministrazione comunale. Un lungo elenco di cose fatte, di progetti avviati, di impegni mantenuti, pur partendo da una condizione disastrosa ereditata. “Alla data del nostro insediamento abbiamo trovato una situazione drammatica di abbandono” ha, infatti, esordito Donato. “Le amministrazioni precedenti non ci hanno lasciato niente, solo debiti” – ha rimarcato. Nonostante tale condizione di difficoltà, è stata avviata una nuova programmazione per la città, “rispettando punto per punto le linee programmatiche che hanno scandito la campagna elettorale”. Si è partiti con la riorganizzazione degli uffici, per poi passare ai regolamenti, allo Statuto, “a tutti quegli strumenti di cui un ente si deve dotare per far funzionare la propria macchina amministrativa”. Momento altrettanto importante, l’attenzione rivolta nei confronti dei bandi relativi ai fondi europei. Una attività metodica e instancabile che ha prodotto già risultati: 250mila euro di finanziamento per le strade rurali; e poi ancora interventi programmati per le scuole, la caserma dei vigili del fuoco, il centro storico. Altro capitolo, quello relativo ai contratti per i servizi pubblici: depurazione, rifiuti, pubblica illuminazione, trasporto alunni, mensa scolastica. Attività che vivevano “una condizione di stallo totale”. Donato ha rivendicato il merito di avere introdotto una “forma vera e seria di gestione del territorio, bandendo le clientele”. L’esempio citato a tale proposito è stato quello dell’emergenza neve, “dove non hanno lavorato solo gli amici, ma ben 12 ditte ed a costi bassissimi”. L’azione della maggioranza si è, quindi, sviluppata nella direzione di un abbattimento degli sprechi. Anche qui è stato proposto un fatto concreto a titolo di esempio: gli impianti fotovoltaici, fatti e mai utilizzati, avviati proprio in queste ore con un risparmio notevole per le casse comunali. Il sindaco ha parlato delle spese per la telefonia: ridotte da 80mila euro a 14mila euro. L’elettricità, ereditata con 750mila euro di debiti e un carico annuo di 410mila euro da pagare, è stata rimodulata nel suo insieme arrivando ad un risparmio di 13mila euro annui. Altri risparmi arriveranno nel settore della manutenzione del territorio, grazie all’utilizzo dei lavoratori della mobilità in deroga finanziati dalla Regione Calabria. Non è mancato un accenno al territorio. Si è fatto un grande sforzo sul Psc, “trovato non solo fermo ma anche carente di tutte le azioni propedeutiche necessarie”. E poi ancora, il piano Pai, gli interventi sulle scuole, “alcune trovate finanche senza bagni in funzione”. Rispetto ai servizi per i cittadini, Donato ha annunciato il varo del progetto “Internet per tutti” con la creazione di tre aree comunali con wi-fi gratuito e il lancio dell’app “Comune in rete”. Altre risorse importanti potrebbero arrivare dal Patto per la Calabria: il Comune di Chiaravalle ha presentato una richiesta complessiva di interventi pari a un milione e 200mila euro. A breve, inoltre, la città di Chiaravalle sarà dotata di un nuovo parco giochi e di nuove panchine, al servizio della collettività. Grande spazio è stato dedicato alle problematiche dell’acqua. Le prime azioni concrete dell’amministrazione comunale sono state indirizzate al potenziamento dei serbatoi di Natalello e Bufalo, alla pulizia delle vasche, all’individuazione di nuove captazioni, al controllo della qualità idrica. Altri temi toccati: il sociale, con il bando per il servizio civile che porterà quattro unità in servizio e i ticket per le famiglie bisognose; la partecipazione e la trasparenza, con le tante collaborazioni poste in essere con le associazioni di volontariato e l’istituzione delle consulte. Commosso il ricordo del consigliere comunale Toto Macrì, alla cui memoria è stato dedicato il proseguimento del progetto “La città per tutti” che porterà all’abbattimento delle barriere architettoniche lungo le strade del centro. Donato ha ricordato che entro il 26 giugno arriveranno risposte importanti anche per la Casa della Salute, capitolo rilevante per la comunità tutta in termini di sanità e indotto occupazionale.

L’aver affrontato la questione degli usi civici è stata definita da Donato “un atto di coraggio”. Mentre sul terreno culturale il sindaco ha sottolineato le azioni poste in essere per il teatro Impero, la biblioteca comunale, il convento dei cappuccini. Quest’ultimo da inserire in un circuito museale regionale più complessivo. Nel suo lungo elenco, il primo cittadino, ha menzionato l’avvio di un piano di bitumazione delle strade, il recupero del centro sportivo di rione Cona, la riorganizzazione del mercato settimanale e tanto altro ancora. “Tutti i punti sono stati affrontati, tutte le questioni sono state poste in agenda – ha concluso Mimmo Donato. – Abbiamo offerto alla cittadinanza un comune aperto, disponibile all’ascolto. La situazione è difficile ma non ci fa paura, siamo qui per servire la nostra comunità con lo stesso spirito di unione e di impegno di un anno fa”.

Wanda Ferro su rapporto Bankitalia

CATANZARO  Di seguito un comunicato del consigliere regionale Wanda Ferro (Gruppo Misto):
“Commentando il rapporto Bankitalia sull’economia della Calabria nel novembre del 2015, il presidente Oliverio esultava, esaltando il lavoro della giunta regionale. Già all’epoca avevamo contestato la capacità del governatore di cogliere i reali contenuti di quel rapporto, che evidenziava solo un rallentamento della caduta dell’attività economica, ed una timida ripresa comunque più debole rispetto al resto del Paese. Tutt’altro che un’inversione di tendenza, ma gli effetti di una congiuntura positiva che si è confermata nel 2016, secondo quanto spiegano gli esperti della Banca d’Italia, con un andamento del Pil che ha beneficiato dell’annata particolarmente positiva del settore primario e dell’afflusso di fondi pubblici legato alla chiusura del ciclo di programmazione comunitaria 2007-2013. Insomma, una Calabria che si era appena messa sulla giusta rotta, mentre le altre regioni già veleggiavano lontano dalla crisi.  L’ultimo rapporto evidenzia un rallentamento dell’economia regionale, che mantiene ampi i ‘divari negativi rispetto ai livelli pre-crisi’. Rilevano il continuo calo nel settore delle costruzioni e la diminuzione nel 2016 degli investimenti pubblici dopo il picco registrato nella fase di chiusura del ciclo di programmazione comunitaria 2007-2013. Cala anche un settore trainante dell’economia regionale quale quello dell’agricoltura, mentre la crescita delle presenze turistiche non sembra comunque evidenziare la capacità di cogliere in pieno le potenzialità del territorio.  Ma soprattutto è allarmante la situazione occupazionale, con un lavoro che diventa sempre più precario e a tempo parziale, e che esclude in maniera sempre più grave giovani e donne dal mercato. Non si può ignorare il dato dei ‘neet’: sono quasi 42 su cento i giovani calabresi che non lavorano, non studiano e non seguono un percorso di formazione per il lavoro, certificando così il fallimento delle politiche regionali dedicate, a partire dal programma Garanzia Giovani.  E’ naturale quindi una considerazione: se il governo Oliverio ha avuto, un anno e mezzo fa, il merito di una ripartenza dell’economia, oggi deve assumersi, allo stesso modo, le responsabilità di questa brusca frenata. Uno stop certificato da Bankitalia, ma certamente percepito dai cittadini e da tutti gli attori economici del territorio.  Ma tutto va bene per chi abita i piani alti della Cittadella”.

A Catanzaro ballottaggio Abramo-Ciconte

 CATANZARO, Si profila un ballottaggio tra i candidati del centrodestra e del centrosinistra per la poltrona di sindaco di Catanzaro. Secondo quanto emerge dalla seconda proiezione di Ipr Marketing-Istituto Piepoli per la Rai, a Sergio Abramo, 59 anni, imprenditore, del centrodestra, dovrà vedersela con Vincenzo Ciconte, 62 anni, del centrosinistra, primario di cardiologia e presidente dell’Ordine provinciale dei medici. Ad Abramo viene attribuito il 39 per cento, mentre Ciconte viene dato al 29 per cento.
Sempre secondo la prima proiezione, al terzo posto tra i candidati sindaco c’é Nicola Fiorita, 48 anni, sostenuto dal movimento “Cambiavento” di cui é stato fondatore e da alcune associazioni. Nulla da fare, invece, per la candidata del Movimento 5 Stelle, Bianca Laura Granato, 46 anni, professoressa di lettere, cui viene attribuita una percentuale del 5 per cento.(ANSA)

Elezioni comunali Catanzaro, dichiarazione Giovanni Puccio responsabile organizzazione Pd Calabria

CATANZARO –Riceviamo e Pubblichiamo “Se dovesse essere confermato il trend delineato dagli scrutini in atto, per la carica di sindaco a Catanzaro si profila un ballottaggio tra i candidati di centrodestra e centrosinistra. Un risultato positivo, quello di Enzo Ciconte, al quale va il nostro sentito ringraziamento per lo straordinario lavoro svolto in questa complessa campagna elettorale con impegno e determinazione ha saputo recuperare ritardi e fiducia”. E’ quanto afferma Giovanni Puccio, responsabile organizzazione del Partito democratico della Calabria, commentando i dati elettorali relativi al voto per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Catanzaro.“Così come – aggiunge Puccio – non può non essere tenuto in considerazione il risultato ottenuto dal candidato Nicola Fiorita che, assieme a Ciconte, ha saputo esprimere la richiesta di cambiamento registrato in questa città dopo cinque anni di governo Abramo”.

Comunali 2017, i nuovi sindaci

Oltre a Catanzaro si votava anche nella provincia, vediamo i risultati definitivi. A Botricello si è affermato Michelangelo Ciurleo (Lista Civica “L’altra Botricello) con 1898 preferenze (il 63,84%). Lo sfidante, Gregorio Voci (Lista civica “Cambiamenti”) ha ottenuto 1075 voti. A Sersale lotta fino all’ultimo voto, il nuovo sindaco è Salvatore Torchia (1535) su Francesco Perri (1514). Settingiano premia Rodolfo Iozzo (1260) che ha avuto la meglio su Antonio Iuliano (707).  A Caraffa di Catanzaro il sindaco eletto è Giuseppe Antonio Sciumbata (579), che ha avuto la meglio su  Raffaele Fimiano (493) e Luigi Ciambrone (306).   Alessandro Teti (242) ha vinto a Cenadi con Adriano Grandinetti che si è fermato a 139 preferenze. Primo cittadino di Centrache è Fernando Sinopoli (227 voti). I voti per Caterina Serrao sono stati 57, solo 3 per Vito Antonio Vaccaro. A Cerva il sindaco è Fabrizio Rizzuti (436) che ha superato Mario Marchio (416). A Isca sullo Ionio Vincenzo Mirarchi (554) si è imposto su Pierfrancesco Mirarchi (494). Primo cittadino di Maida è Salvatore Paone  (1273) che ha superato Dario Amantea Galdino  (954) e Valeria Fedele (884). Nicola Malta è il sindaco di Olivadi  con 246 preferenze sufficienti a superare Renato Vito Puntieri sindaco uscente. A Petrizzi comune commissariato il  primo cittadino è Domenico Mazza (385) con 11 preferenze in più dello sfidante Giulio Santopolo. Raffaele De Santis ha vinto a San Pietro Apostolo riportando 825 preferenze. Giuseppe Rotella si è fermato a 281. A San Vito sullo Ionio il sindaco è Alessandro Doria  (598) che ha ottenuto una manciata di voti in più di Luigi Rubino (577). A Platania il sindaco è Rizzo Michele (718) che ha ottenuto nove  voti in più di Davide Esposito  (709).

Catanzaro, alle 19 ha votato il 54,41%

 CATANZARO, – E’ stata del 54,90% l’affluenza alle urne rilevata alle 19 a Catanzaro, dove si vota per il sindaco e per il consiglio comunale.    In Calabria, dove sono chiamati al voto i cittadini di altri 76 comuni, di cui solo tre Acri, Paola e Palmi, con popolazione superiore ai 15 mila abitanti, l’affluenza, alla stessa ora, è stata pari al  47,13.  Il dato più alto di persone che hanno espresso il proprio voto si registra nei comuni interessati alla tornata amministrativa della provincia di Catanzaro dove si è raggiunto il 51,38%, seguiti da quelli della provincia di    Crotone (49,34), Cosenza (47,34),  Reggio (43,65) e Vibo (40,90).  Il prossimo dato sull’affluenza sarà quello definitivo alle 23 in coincidenza con la chiusura dei seggi.   (ANSA)