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presenta immediata istanza di riesame e contestuale richiesta di accesso gli atti amministrativi

CATANZARO – In merito alla pubblicazione della graduatoria relativa all’Avviso pubblico per la selezione e il finanziamento di grandi Eventi storicizzati finanziati dalla Regione Calabria che vede l’esclusione del progetto “Settembre al Parco – NaturArt”, l’Amministrazione provinciale di Catanzaro preannuncia immediata istanza di riesame e contestuale richiesta di accesso gli atti amministrativi. La Provincia di Catanzaro ritiene che la decisione assunta dalla commissione giudicante risulti ingiustificata e l’esclusione carente di motivazioni. Non risulta, infatti, comprensibile la non ammissione al contributo regionale di un progetto che – con le stesse caratteristiche e il rispetto degli stessi requisiti richiesti nel bando 2017 – lo scorso anno si è qualificato tra i migliori in assoluto, in cima alla graduatoria. Qualora non dovesse essere soddisfatta l’istanza di riesame e accesso agli atti, l’Amministrazione provinciale di Catanzaro si riserva di presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale.

Chiaravalle Centrale, il sindaco: mai nessuno ha lavorato come noi per risolvere la crisi idrica

Secondo la minoranza consiliare, il problema idrico a Chiaravalle Centrale sarebbe sorto da un mese, circa. Ovviamente, per partito preso, le forze politiche di cui sopra addebitano la situazione all’amministrazione in carica, omettendo di ricordare due circostanze fondamentali: 1) i reportage televisivi e giornalistici degli anni 2008, 2009, 2010, eccetera che riportavano il pesante disagio delle zone rurali e periferiche di Chiaravalle sul tema acqua; 2) che ben dieci regioni italiane sono attualmente a secco, a causa di un fenomeno globale che si chiama siccità, e che le stesse regioni intendono avvalersi dello stato di calamità naturale, considerata l’eccezionalità dell’evento. Detto questo, non ci sottraiamo al confronto sull’argomento. Va subito precisato che uno dei primi impegni di questa maggioranza è stato quello di restituire decoro e dignità ad un servizio idrico che versa da sempre in uno stato di precarietà strutturale. I lavori realizzati in un solo anno sono stati tanti e tali che solamente una visione distorta e strumentale dei fatti può azzardare l’ipotesi che vi sia stato un disimpegno nei confronti della cittadinanza. Chiaramente, l’avere installato chilometri di nuove tubature, l’avere captato nuove sorgenti, l’avere sollecitato Sorical per aumentare i flussi in entrata, non cancella, in un attimo, decenni di abbandono. Gli ultimi interventi sulla rete risalivano al sindaco Nino Bruno. Prima di lui, il nulla. Dopo di lui, il nulla. Adesso c’è sicuramente da fare tanto, non solo pensando a tamponare l’emergenza, ma programmando soluzioni a lungo termine. Suona strana l’idea propalata dalla minoranza che, per aiutare i cittadini, sia ora necessario interrompere il sistema di spegnimento notturno dell’erogazione idrica. Soluzione da sempre adottata dall’ufficio tecnico comunale per consentire il ripristino dei serbatoi a garanzia di un utilizzo più costante durante il giorno. Forse si ricerca la polemica facile, la boutade. Ma a noi non interessa trascinare una questione così seria e importante nel solito vortice di chiacchiere inutili, alle quali rispondiamo, com’è nostro costume, con la concretezza dei fatti e l’attuazione dei programmi.

Il presidente dell’Upi Calabria, Enzo Bruno, ha convocato per giovedì 10 agosto una importante riunione nella sede della Provincia di Cosenza

CATANZARO – I rapporti tra le Province e la Regione Calabria, con particolare riferimento alle funzioni residuali per le quali le Province calabresi hanno già anticipato ingenti risorse (come ad esempio quelle relative alla gestione dei centri per l’impiego, delle strutture culturali, sportive e dei parchi) e il contenuto del Decreto Mezzogiorno sono gli argomenti all’ordine del giorno della riunione dell’Upi Calabria che il presidente Enzo Bruno, ha convocato per giovedì 10 agosto alle 11 nella sede della Provincia di Cosenza, guidata dal presidente Franco Iacucci. Dopo la riunione nella sede del Comune di Cirò Marina ospiti del sindaco e presidente della Provincia di Crotone, Nicodemo Parrilla, il presidente Bruno prosegue nella convocazione di riunioni itineranti con l’intento di un maggiore coinvolgimento territoriale. La riunione di giovedì sarà occasione utile anche per fare il punto sul lavoro nazionale svolto dai presidenti delle Province di Catanzaro e Cosenza, Bruno e Iacucci, che sono componenti del tavolo di lavoro istituito all’Upi per la definizione della modifica della legge di riforma Delrio e della piattaforma istituzionale Upi.

Soverato incrementi il numero di telecamere per la video sorveglianza.

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Movimento Nazione di Soverato a firma di Giuseppe Pellegrino nella quale, alla luce della convenzione firmata a Catanzaro e stante la prossima apertura del centro sprar in città, si richiede l’aumento della video sorveglianza nei punti sensibili. A Catanzaro è stata recentemente stipulata una convenzione tra Regione, Ministero dell’Interno e Comune, con l’obiettivo di equipaggiare la città di ulteriori 73 videocamere e 73 lettori di targa. Sulla scia di quanto realizzato per il Capoluogo di Regione, sarebbe opportuno anche per Soverato dotarsi di un numero maggiore di telecamere in modo da coprire capillarmente la maggior porzione di territorio comunale possibile. Ad oggi infatti alcuni punti evidentemente critici andrebbero resi maggiormente sicuri: basti pensare al parcheggio antistante la Ragioneria o quello nei pressi del mercato del venerdì, puntualmente colmi di parcheggiatori abusivi e teatro ultimamente di incresciosi episodi di violenza, senza però dimenticare luoghi pubblici come ad esempio la villa comunale o il nuovissimo lungomare, entrambi potenzialmente bersaglio facile di atti vandalici (ricorderete tutti i primi cestini distrutti solo pochi giorni dopo l’apertura al pubblico del rinnovato fronte mare).

Se la Prefettura, su precisa indicazione ministeriale in attuazione a una nefasta direttiva di ottobre 2016, “consiglia” ai comuni l’adesione al progetto Sprar per evitare ad esempio l’apertura di centri di accoglienza straordinaria (Cas) che ospiterebbero numeri molto maggiori, non potrà allora restare insensibile davanti alla richiesta di un piano volto a garantire una maggior sicurezza.

È doveroso sottolineare come Soverato oltre ai 25 nuovi ospiti che presumibilmente alloggeranno da settembre in località Turrati, quotidianamente si trova ad accoglierne molti altri provenienti dai paesi limitrofi, per nulla scoraggiati dalle distanze e capaci di muoversi tranquillamente a piedi da un comune all’altro in qualsiasi ora. Di fatto Soverato, pur non risultando alcun Cas sul proprio territorio, si trova giornalmente a fronteggiare numeri che ne indicherebbero invece la presenza.

Sarebbe dunque scelta saggia richiedere l’aiuto di Stato e Regione per incrementare il numero di punti video-muniti, al fine di accrescere la percezione di sicurezza dei cittadini, fungendo come deterrente per i malintenzionati, di qualsiasi tipo, colore o etnia. Del resto, come asserito dal Procuratore Capo Nicola Gratteri non esiste valore probatorio migliore di un video, anche solo di mezzo minuto, di un attore protagonista di un reato, aggiungendo inoltre come chi non ha niente da nascondere non si deve preoccupare di venir ripreso dalle telecamere.

Wanda Ferro su vicenda fondazione “Cuore Immacolato di Maria” di Natuzza

CATANZARO – Di seguito un intervento del consigliere regionale Wanda Ferro (Gruppo Misto): La vicenda della revoca del decreto di approvazione dello statuto della Fondazione Cuore Immacolato di Maria da parte di mons. Renzo ha creato sconcerto e disorientamento nei migliaia di devoti che hanno visto realizzarsi, nei decenni, il sogno di Mamma Natuzza. La Villa della Gioia, la grande chiesa, le strutture assistenziali per gli anziani e gli ammalati, sono il segno tangibile di una volontà amorevole e misericordiosa che ha trovato nella Fondazione una forza realizzatrice che è riuscita a tramutare il sogno di Natuzza in una realtà capace di attrarre centinaia di migliaia di fedeli. Un miracolo di vita nel cuore di una Calabria che continua a resistere ogni giorno al dolore, alla sofferenza, alla violenza e alle ingiustizie. Sono certa che la vicenda sarà chiarita al più presto, come attendono tutti i  calabresi, e come chiedono soprattutto migliaia di devoti che stanno vivendo giornate di profondo smarrimento. Ma spero soprattutto che questa frattura tra la Diocesi e la Fondazione, che mai Natuzza avrebbe voluto, si possa ricomporre con la buona volontà di tutti, perché possano riprendere le attività religiose e di culto nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime e nelle strutture di assistenza, come la Casa per Anziani “Pasquale Colloca”. Sono certa che la volontà benevola di Natuzza illuminerà le menti e i cuori di chi è chiamato ad assumere decisioni così importanti, affinché possa proseguire, in armonia con le indicazioni della Chiesa, l’opera di carità realizzata in trent’anni dalla Fondazione.  La forza della fede che viene catalizzata a Paravati durante le ricorrenze Mariane non può e non deve essere dispersa. Non può esserci atteggiamento o comportamento umano che possa fermare il conforto che lo sguardo amorevole di Mamma Natuzza, della spianata di Paravati, continua a donare ai sofferenti, a chi vive situazioni di dolore, di angoscia, di sconforto. Io stessa sono testimone della forza vitale capace di scaturire dalle parole semplici e dense di passione, dalle dolci carezze, dallo sguardo carico di materna comprensione di Natuzza. Un’esperienza miracolosa, capace di segnare una vita e di mostrare con chiarezza la via della bontà, della misericordia e della giustizia.  Un richiamo, quello di Mamma Natuzza, che continua ad  unire le persone, a rendere tutti fratelli nella Chiesa e nella volontà di perseguire il bene comune. Niente di più prezioso in una terra come la Calabria che ha bisogno di amore come di un respiro vitale.

GIRIFALCO – Cinque le pratiche approvate dal Consiglio Comunale

GIRIFALCO – Cinque le pratiche approvate dal Consiglio Comunale: riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio ex art. 194 del decreto legislativo 18.08.2000, n. 267 – modalità copertura dei debiti; assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2017; comunicazione adozione delibera giunta comunale n.102 del 29 maggio 2017 avente ad oggetto “prelievo dal fondo di riserva”; comunicazione adozione delibera giunta comunale n.106 del 16 giugno 2017 avente ad oggetto variazione compensativa tra macroaggregati appartenenti alla stessa missione; comunicazione adozione delibera giunta comunale n.110 del 16 giugno avente ad oggetto variazione di cassa. Sulla prima pratica è intervenuto il capogruppo dei Cittadini Liberi Attivi, Luigi Antonio Stranieri (assenti gli altri consiglieri di opposizione) che ha chiesto lumi sulla situazione del Liceo scientifico. Immediata la replica del sindaco che, nello spiegare lo stato dell’arte, ha annunciato il recente arrivo del finanziamento per i lavori del Municipio e per il progetto di Contrada Serra (1.700.000 euro per Municipio e 2.300.000 euro per Contrada Serra). La discussione è andata avanti con un botta e risposta tra il sindaco e il consigliere Luigi Stranieri che, dopo aver attaccato l’assessore Valeria Tolone, ha abbandonato i lavori. La pratica è stata, quindi, messa ai voti ed approvata con 8 voti. Stesso esito di voto per la seconda. Sulle comunicazione relative alle pratiche approvate dalla giunta ha relazionato il sindaco, Pietrantonio Cristofaro. Sulle stesse l’aula ha preso atto all’unanimità.

Chiaravalle Centrale, il sindaco: non aumenterà il numero di profughi ospitati

Smentita seccamente l’apertura di un secondo centro di accoglienza straordinaria
“Non è prevista l’apertura di nuovi centri di accoglienza profughi a Chiaravalle Centrale”. Lo ha dichiarato il sindaco, Mimmo Donato, smentendo seccamente le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni in città. “A Chiaravalle – ha spiegato il primo cittadino – esiste già un Cas, un centro di accoglienza straordinaria, che ospita circa cento immigrati. Una struttura che, peraltro, opera alle dirette dipendenze della Prefettura di Catanzaro ed è gestita, senza suscitare particolari elementi di criticità o problemi, da una società privata. Al momento non abbiamo informazioni tali da poter confermare l’avvio di un secondo Cas nel centro abitato. Riteniamo, in ogni caso, che il numero di profughi attualmente ospitati a Chiaravalle Centrale abbia già raggiunto il livello massimo di sostenibilità, se commisurato alla popolazione residente”. Il sindaco ha ribadito che “pur non avendo competenze dirette su questi centri di accoglienza, l’amministrazione comunale sta collaborando per agevolare il processo di integrazione di uomini, donne e bambini in fuga dalle guerre e dalla miseria”. C’è in itinere, ad esempio, un percorso di inclusione legato alle pratiche sportive e al calcio, in modo particolare, con l’avvio di tornei amatoriali a squadre miste. Inoltre, è in fase di stipula una apposita convenzione con la Prefettura che punta a coinvolgere gli immigrati in attività socialmente utili e di pubblica utilità. “Chiaravalle Centrale ha una sua lunga tradizione di solidarietà e accoglienza, molto forte – ha concluso il sindaco Donato – e lo sta dimostrando anche adesso, affrontando con grande civiltà e rispetto questa emergenza che, purtroppo, investe l’intero bacino del Mediterraneo e per la quale la nostra popolazione sta generosamente offrendo il suo piccolo, ma sicuramente significativo e importante contributo in termini di sostegno e partecipazione”.

Soverato i giovani di forza Italia scendono in piazza

La petizione popolare sull’emergenza immigrazione e sui criteri di valutazione delle richieste di asilo politico ha visto impegnato il coordinamento giovanile di Soverato e del coordinamento provinciale di Forza Italia Giovani nella raccolta delle firme attraverso l’allestimento di un banchetto nei pressi del gazebo della Marinella . Il dilagante fenomeno dell’immigrazione colpisce la Calabria in maniera diretta e non potevamo continuare ad assistere inerti ad una vera e propria emergenza sociale. Così facendo non si rispetta la dignità delle persone e si acuiscono i contrasti sociali. Per tali motivi abbiamo subito accolto la proposta avanzata dai giovani di Forza Italia Cosenza che partendo dalla cancellazione degli hotspot di Corigliano, Crotone e Reggio Calabria è finalizzata a chiedere che l’attracco nei nostri porti sia consentito solo a navi Ong battenti bandiera italiana o delle istituzioni europee a condizione che a bordo sia presente personale di polizia di Stato Italiana. Inoltre chiediamo la rivisitazione dei criteri di attribuzione dello status di rifugiato e la cancellazione dello status di rifugiato umanitario. “Non è possibile “– aggiungono – continuare a subire da una parte le inadeguate politiche del governo nazionale e dall’altra assistere al silenzio del Presidente della Regione Oliverio accondiscendente alle decisioni romane. I giovani di Forza Italia sono impegnati in una battaglia di civiltà e di buon senso”. Alla raccolta firme hanno partecipato dirigenti del partito come l’On. Mario Magno , dirigenti del movimento giovanile come il vice delegato nazionale ai territori Andrea Maellare , il coordinatore provinciale Marco Arcidiacono, Marta Montaleone e numerosi ragazzi del movimento giovanile . Inoltre hanno partecipato alla petizione il gruppo dirigente locale del movimento nazionale per la sovranità guidato dal commissario provinciale Giovanni Mirarchi e dal responsabile cittadino  Giuseppe Pellegrino e l’associazione 0967 rappresentata da Antonio Baldassarre Sinopoli .