Catanzaro: SCUOLE CHIUSE, A TITOLO PRECAUZIONALE, SABATO E LUNEDI’ E COMUNQUE FINO A NUOVA DISPOSIZIONE

MALTEMPOIn relazione alla delicata situazione meteo, che impone uno stato di allerta, il sindaco Sergio Abramo ha disposto, a titolo precauzionale, la chiusura di tutte le scuole cittadine già domani, sabato 30 novembre, e lunedì 2 dicembre, e comunque fino a nuova disposizione. L’ordinanza, condivisa dall’assessore alla pubblica istruzione Stefania Logiudice e predisposta dal settore guidato dall’avv. Saverio Molica, sta per essere notificata a tutti gli istituti scolastici cittadini. Poiché tutti i centri di calcolo, nonché la Protezione Civile e l’Aeronautica Militare, prevedono abbondanti precipitazioni, forte vento e mareggiate già a partire dalla giornata di domani, con probabili intensificazioni nella giornata di domenica, il primo cittadino – nel quadro del piano predisposto per affrontare la probabile emergenza – ha voluto, per prima cosa, cautelare la sicurezza dei bambini, degli studenti e degli operatori della scuola. La situazione meteo viene costantemente seguita da Palazzo De Nobili, anche con l’ausilio di esperti, e con un contatto diretto con Protezione Civile e Arpacal. Non si vogliono creare allarmismi, ma sono d’obbligo la massima prudenza e cautela. Mentre la macchina organizzativa per fronteggiare una nuova eventuale emergenza è già pronta, l’invito del sindaco ai cittadini è quello di non muoversi da casa nella notte tra sabato e domenica, previsto come momento più critico dai centri di calcolo. In particolare, Abramo invita i giovani a non passare fuori casa il sabato notte. Allerta anche per le imbarcazioni pescherecce ormeggiate a Lido.

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Soldi a poliziotto per evitare controlli

POLIZIA (05)Vengono contestati i reati di concussione e corruzione al sovrintendente della polizia di Stato Stefano Mercadante, arrestato stamane e posto ai domiciliari nell’ambito di un’operazione della squadra mobile di Catanzaro. Oltre a Mercadante, sono stati posti ai domiciliari altre tre persone, mentre ad una quinta, esponente della cosca Lo Bianco della ‘ndrangheta, è stato notificato l’obbligo di dimora. I reati contestati a Mercadante sono riferibili a quando era in servizio nella Squadra Amministrativa della Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Vibo Valentia. La presunta concussione sarebbe avvenuta nel 2008 quando Mercadante avrebbe costretto il titolare di un istituto di vigilanza, oggi testimone di giustizia, a ritirare la querela nei confronti del responsabile di altro istituto di vigilanza, minacciando il primo di relazionare informazioni negative con l’intento di favorire il secondo. Per quanto concerne il reato di corruzione il sovrintendente avrebbe percepito nel 2011 da Michele Purita, anch’egli arrestato e posto ai domiciliari, quale legale rappresentante di un istituto di vigilanza, somme di denaro per garantirgli l’assenza di controlli all’attività e l’esito favorevole degli accertamenti demandati alla Squadra amministrativa a cui apparteneva. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catanzaro, Pietro Scuteri, che ha accolto la richiesta della Dda. Gli agenti della squadra mobile hanno effettuato numerose intercettazioni telefoniche i cui elementi sono stati riscontrati dalle dichiarazioni di un testimone di giustizia. Quest’ultimo ha denunciato di aver subito numerosi episodi di usura, nell’arco di tempo dal 2001 al 2011, da parte di Paolo Potenzoni. Il testimone, secondo l’accusa, ha subito anche numerose violenze e minacce con modalità mafiose per la stesura di un atto di compravendita di un immobile.

Sequestrate da Cc 70 armi di interesse storico in Calabria

CARABINIERI (08)Settanta armi di interesse storico sono state sequestrate dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale a Cosenza all’interno dei locali della Galleria nazionale di Palazzo Arnone. Le armi, contenute in tre casse semiaperte e incustodite, sono state sequestrate su disposizione della Procura di Cosenza. Le ipotesi di reato per cui si procede a carico di ignoti sono furto, uso improprio di beni culturali e detenzione illecita di armi comuni da sparo e da guerra.

Uomo trovato morto in auto, è omicidio

CARABINIERI (08)E’ un calabrese di 52 anni, residente a Gavi, l’uomo trovato morto nella notte, a Lu Monferrato, nel bagagliaio della sua auto. A segnalare la presenza della vecchia Croma sarebbe stata una telefonata anonima al 112. Indossava jeans e maglietta. Al momento non sono ancora state rese note le cause della morte, ma – secondo le prime informazioni raccolte – si tratterebbe comunque di omicidio. Le indagini dei militari dell’Arma sono coordinate dal pm Givri, che ha fatto acquisire i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona del ritrovamento del cadavere, nel centro del paese. Sono in corso – informa il comando provinciale dei carabinieri – i rilievi tecnici sulla vettura, di proprietà della vittima. Gli inquirenti stanno anche cercando di ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo.

Vendevano codici di accesso a banche dati previdenziali: ai domiciliari vice sindaco di Girifalco

wpid-300x01385638946874polizia1_t.jpgAvevano impiantato un’attività commerciale che offriva in rete l’accesso a pagamento, tramite un apposito portale web, alle banche dati dell’Inps e dell’Inpdap. La Polizia Postale e delle Comunicazioni ha arrestato due persone -Mario
Posca di 41 anni e Teresa Signorello di 47, titolari della società Mistral Report Srl –  ritenute responsabili dei reati di accesso abusivo e detenzione abusiva di codici di accesso ai sistemi informatici o telematici. Le indagini, svolte da personale del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (C.N.A.I.P.I.C.), hanno permesso di accertare la dinamica della frode sul portale web da cui si poteva entrare nelle banche dati degli istituti previdenziali. Nel corso dell’operazione, che ha interessato diverse città italiane, sono state eseguite perquisizioni nelle sedi di alcune società risultate intestatarie  delle linee adsl da cui ha avuto origine gran parte delle connessioni verso i database dei due Enti. Denunciate anche tre persone e sequestrati numerosi computer e altri dispositivi utilizzati per commettere i reati, nonché un portale web attraverso il quale venivano effettuati, a pagamento, gli accessi abusivi ai dati dei contribuenti ed il conto corrente verso il quale confluivano i pagamenti dei numerosissimi clienti che avevano acquistato tale “particolare servizio”. Il servizio a pagamento permetteva quindi, a fronte della corresponsione di somme importanti gestite attraverso un servizio di “ricariche” prepagate, l’accesso ad informazioni contenute nei database di INPS ed INPDAP, con la possibilità quindi di ricavare la posizione previdenziale e contributiva di ignari cittadini. Sul portale era riportata la modalità con cui veniva fornito il servizio e il cliente, successivamente alla sottoscrizione di un contratto per servizi on-line, poteva acquistare un pacchetto di accessi per poi ricevere una username ed una password per l’accesso al portale stesso in modo da poter effettuare autonomamente le ricerche nelle diverse banche dati dei summenzionati Istituti previdenziali, senza ovviamente espletare le formalità richieste per l’attività di accertamento delegata. I pacchetti prepagati andavano da un minimo di 242 euro ad un massimo di 3.025 euro, con un vero e proprio tariffario in base al tipo di prestazione richiesta. Il gip Alessandrina Tudino ha disposto per gli indagati  gli arresti domiciliari considerato che entrambi sono incensurati. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Nello Rossi, è affidata al pm Eugenio Albamonte.

Ndrangheta: usura e corruzione, 4 arresti, anche poliziotto

POLIZIA (05)Quattro persone, tra cui un poliziotto di Vibo Valentia, sono state arrestate e poste ai domiciliari perchè accusate a vario titolo di usura, corruzione, intestazione fraudolenta di beni e violenza privata aggravata da metodologia mafiosa. L’operazione è stata condotta dalla squadra mobile di Catanzaro. Gli arrestati sono: Paolo Potenzoni, 33 anni; Michele Purita (46), Carmelo Barra (31) ed il sovrintendente Stefano Mercadante (49). Notificato anche un obbligo di dimora.

Ex calciatore imputato di omicidio, pm chiede ergastolo

Il tribunale di Lamezia Terme
Il tribunale di Lamezia Terme

La pubblica accusa ha chiesto la condanna all’ergastolo per Giovanni Giampà, ex calciatore della Vigor Lamezia, accusato dell’omicidio di Giovanni Villella, ucciso il 5 giugno del 2011 con quattro colpi di fucile. Il carcere a vita, nel processo in corso davanti ai giudici della Corte d’assise di Catanzaro, è stato chiesto anche per il presunto complice di Giampà, Michele Dattilo. Secondo l’accusa, movente dell’omicidio di Villella sarebbe stata una relazione che Giampà aveva con la moglie della vittima, Pina Jennifer, alla quale ieri la Corte d’assise d’appello di Catanzaro ha ridotto da 16 a 14 anni la condanna inflittale in primo grado. Ad attirare Villella in una trappola sarebbe stato proprio Giampà, fingendo di volere mettere a segno insieme a lui un furto in un vivaio. Sul posto, però, l’ex calciatore della Vigor si sarebbe presentato insieme a Dattilo, con la complicità del quale avrebbe poi commesso l’omicidio utilizzando un fucile. Contro Villella furono sparati quattro colpi, uno dei quali lo raggiunse al volto.

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