Sms osceni a figlia minorenne, arrestato Non accettava fine relazione con la madre, bloccato dai Cc

LOCRI  Ha pedinato e controllato la ex compagna e la loro figlia minorenne, ha minacciato la donna ed ha inviato alla ragazza messaggi erotici sul telefonino. Per questi motivi, i carabinieri della Compagnia di Locri, in esecuzione di un’ordinanza del Gip, hanno arrestato e posto ai domiciliari un 39enne accusato di stalking. Le molestie, secondo l’accusa, sono andate avanti dal marzo 2016 al maggio 2017 perché l’uomo non accettava la fine della relazione.  Una situazione che ha creato alla donna ed alla figlia un perdurante e grave stato di paura, tanto da costringerle ad alterare le proprie abitudini di vita. Le indagini sono iniziate nel gennaio scorso dopo la segnalazione di una psicologa in servizio all’Asp di Reggio Calabria che ha segnalato l’invio di messaggi “osceni” sul cellulare della minore. I riscontri dei carabinieri hanno consentito di accertare le responsabilità dell’uomo che è stato quindi arrestato su richiesta della Procura della Repubblica.(ANSA)

Soverato, il sindaco Alecci incontra rappresentante Anas

Si è svolto oggi pomeriggio presso Palazzo di Città un proficuo incontro tra il sottoscritto ed il Geom. Rosario Montesano in rappresentanza dell’Anas. Si è discusso circa lo stato di degrado di alcune piazzole di sosta lungo la 106 a causa dell’inciviltà di automobilisti che abbandonano sacchetti di rifiuti. Il Geom. Montesano mi ha rassicurato sul fatto che l’Anas aveva già previsto gli interventi straordinari di pulizia e che vista la sollecitazione arrivata dal comune gli stessi saranno effettuati in tempi strettissimi.Si è valutata la possibilità di installare delle telecamere in prossimità delle aree a maggior rischio di abbandono rifiuti affinché tale fenomeno possa cessare definitivamente. Ringrazio l’Anas per la grande sensibilità dimostrata e soprattutto per lo spirito di collaborazione che risulta fondamentale per una corretta gestione del territorio. Colgo l’occasione per evidenziare che a poche centinaia di metri dalle piazzole di sosta poste sulla 106 a nord di Soverato è presente l’isola ecologica dove tutti i giorni, tranne la domenica, possono essere conferiti i rifiuti senza nessun costo per l’utente. Impariamo a rispettare la natura e cerchiamo di voler bene al nostro territorio.

ATTIVITA’ ISPETTIVA CONGIUNTA DELLA GUARDIA COSTIERA DI SOVERATO E DELLA POLIZIA DI STATO

A seguito dei controlli volti alla tutela dell’ambiente disposti dal Questore della provincia di Catanzaro, dott.ssa Amalia Di Ruocco, nella mattinata di ieri  si è svolta un’operazione interforze, che ha condotto al sequestro preventivo un’area di demanio fluviale della superficie di 2435 metri quadrati sulla quale sono stati rinvenuti, depositati abusivamente, rifiuti speciali di natura pericolosa e non per un totale di circa 1000 metri cubi. L’attività si è svolta con l’impiego di personale della Guardia Costiera di Soverato dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Catanzaro, del Reparto Prevenzione Crimine  di Vibo Valentia e della Stazione Carabinieri Forestale di Catanzaro. L’area posta sotto sequestro si trova sull’argine destro del fiume “Corace”, in prossimità della foce, nelle immediate vicinanze di civili abitazioni a circa 100 metri dal mare. La situazione è stata ritenuta di particolare rilevanza in quanto è stata scoperta la presenza di rifiuti speciali di natura pericolosa e non, in quantità tale da poter essere definita  quale vera e propria “discarica”,  nella quale sono stati rinvenuti materiali di risulta derivante da lavori edili, pneumatici, metalli, plastica, elettrodomestici in disuso e residui di  materiale di natura vegetale. Vista la natura dei rifiuti rinvenuti è stato richiesto l’intervento del  personale ARPACAL che è intervenuto tempestivamente ed ha proceduto alla caratterizzazione dei materiali sequestrati. L’area ed i rifiuti sequestrati sono stati affidati in custodia giudiziaria ad un funzionario della Regione Calabria Ente preposto alla gestione del Demanio Fluviale. I servizi di ispezione e di indagine per la prevenzione e repressione dei crimini contro l’Ambiente marino e costiero sono una priorità e,  proseguiranno anche nei prossimi giorni, interessando tutte le attività balneari, ristorazione e intrattenimento, presenti su aree demaniali.

LA CALABRIA DOLENTE DI FILIPPO VELTRI, L’AUTORE NE HA DISCUSSO CON WANDA FERRO ALL’INTERNO DEL CARCERE DI SIANO

CATANZARO –  Per una inversione di tendenza della Calabria occorre che ciascuno faccia la propria parte: la politica, innanzitutto, ma anche ogni componente della società civile – il mondo dell’economia, gli imprenditori, i professionisti, gli intellettuali, la scuola e l’università  –  che non devono abdicare al loro ruolo di stimolo. Solo se si uscirà dalla logica della lamentela per imboccare la strada dell’assunzione di responsabilità da parte di ciascuno si potrà dare alla Calabria uno scatto di orgoglio. E’ questo il principale messaggio che scaturisce dal libro del giornalista Filippo Veltri “la Calabria dolente” edito da Città del sole nel 2013 e poi aggiornato nel 2015 con l’edizione 2.0, in cui si affrontano i tanti e complessi problemi della regione, ma anche la mancanza del giusto approccio alle soluzioni. Nella sua riflessione Veltri ricorda come il panorama politico è sostanzialmente mutato, ma non sembra essere cambiata la percezione che si ha della Calabria anche in campo nazionale, mentre i calabresi sembrano non avere fiducia nella possibilità di un cambiamento. Di questi temi  – e di quelli che saranno inseriti nel nuovo aggiornamento del lavoro di Veltri, di prossima pubblicazione con il titolo di “Cambia Calabria che l’erba cresce” – si è discusso nel corso di un incontro con circa 150 detenuti, ospitato ieri all’interno della casa circondariale “Ugo Caridi di Catanzaro” e al quale ha preso parte anche il consigliere regionale Wanda Ferro. L’iniziativa, voluta dalla direttrice dell’istituto Angela Paravati, è stata organizzata nell’ambito del laboratorio di scrittura e lettura curato dal prof. Nicola Siciliani De Cumis. “L’opportunità di parlare all’interno di un carcere – ha spiegato Veltri a margine dell’incontro – dimostra che c’è la possibilità di portare messaggi per quanto possibile positivi anche all’interno di una istituzione così complessa, e mi ha dato modo anche di constatare che ci sono istituzioni che si sforzano di dare input positivi all’esterno, innanzitutto alla classe politica, ma alla società intera, dimostrando che è possibile cambiare. Purtroppo la classe dirigente della Calabria non riesce sempre a dare il proprio contributo al cambiamento e, per restare sul piano della legalità, è evidente che se non viene supportata l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine sia nel contrasto alla criminalità organizzata che alla politica malata, finiremo per pestare acqua nel mortaio”. Per Wanda Ferro il libro di Filippo Veltri racconta con onestà ciò che avviene in una Calabria “che resta dolente per la mancanza di risposte ai mali atavici che riguardano la sicurezza, la legalità, la sanità, e soprattutto la carenza di lavoro. Una Calabria che però non deve restare piegata su se stessa, ma deve fare sentire ciascuno parte di un percorso di crescita e di cambiamento. In questo processo deve essere chiamata in causa l’intera classe dirigente, ma anche la società civile, considerato che anche la mutazione del quadro politico, con l’arrivo al governo regionale di un ex comunista come Oliverio, non ha portato alcun cambiamento, anzi ha visto i problemi incancrenirsi ancor di più, a causa anche di una evidente incapacità di ascolto”.  

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ). PICCHIA LA MADRE AL FINE DI ESTORCERLE DENARO PER L’ACQUISTO DI STUPEFACENTI: ARRESTATO

Nella serata di lunedì, i Carabinieri della Stazione di Chiaravalle Centrale hanno tratto in arresto G.A., 31enne, per tentata estorsione e lesioni personali aggravate. Nella circostanza, il prevenuto, al fine di ottenere una congrua somma di denaro da destinare all’acquisto di sostanze stupefacenti, dapprima ha messo a soqquadro l’abitazione e poi ha picchiato e minacciato ripetutamente la madre, tanto da costringerla a rifugiarsi nel bagno e a contattare i Carabinieri. Giunti sul posto, gli operanti hanno sin da subito notato una evidente tumefazione sul volto della malcapitata donna, provvedendo al conseguente accompagnamento della stessa presso il punto di primo intervento della Casa della Salute di Chiaravalle Centrale, ove le venivano diagnosticate delle lievi lesioni personali. A questo punto, il soggetto, individuato e bloccato all’interno della propria stanza da letto, è stato arrestato e ristretto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Soverato. Nella mattinata odierna, la 1^sezione penale del Tribunale di Catanzaro, non ravvisando lo stato di flagranza, non ha convalidato l’arresto, disponendo tuttavia la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Chiaravalle Centrale, attesi i gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di reiterazione del reato.

BADOLATO, SI SVOLGERA’ DOMENICA 25 GIUGNO IL IX MOTORADUNO “REBEL SOUL – DANILO LENTINI”

L’associazione “Amici di Danilo” di Badolato organizza il IX MOTORADUNO “REBEL SOUL – DANILO LENTINI”.

Programma:

  • ore 10:30, piazza Castello, Badolato Borgo: arrivo, iscrizione, coffee break, musica.
  • ore 12:30 motogiro: partenza Piazza Castello e tappa ad Isca Superiore con aperitivo offerto dal Comune di Isca.
  • ore 13:00 rientro a Badolato, Santuario Madonna della Sanità: pranzo collettivo e musica.

Nel pomeriggio spettacoli, intrattenimento e premiazioni con: ”Roadrunner Ape Show by Paolo Scerbo” – ”Animazione ed eventi a cura di ASSOCIAZIONE PROJECT-ITALIA by Adriana Perulli”

IL TEMPO, ALLA FINE, PRESENTA SEMPRE IL CONTO

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO CONSILIARE D’OPPOSIZIONE “BADOLATO RINASCE”

Il debito del Comune di Badolato è arrivato a sette milioni di euro. Con il consiglio del 15 giugno 2017, causa mancate entrate, si è aggiunto un altro milione al debito esistente e i consiglieri di opposizione di “Badolato Rinasce” hanno votato contro il Bilancio Consuntivo, evidenziando le ragioni politiche della loro scelta.
1) Il collasso finanziario si è determinato in un quadro di costante illegalità, come accertato dalla relazione di scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune, in un quadro di responsabilità sia tecniche che politiche.
2) Negli anni del disastro i responsabili degli uffici erano spesso sindaco e assessori, esattamente come sta accadendo adesso, con gli assessori che continuano a firmare atti tecnici che non capiscono, assumendosi pesanti responsabilità di carattere amministrativo e contabile.
3) L’attuale sindaco è la persona più sbagliata per guidare Badolato dopo il commissariamento antimafia. È ormai chiaro che l’anno scorso, nel controllo dei candidati (c.d. “impresentabili”) in Commissione Antimafia, c’è stato qualcosa di anomalo e il sindaco attuale è riuscito a farla franca risultando “immacolato”.
Ma il ragionamento va al di là dei procedimenti che oggi lo riguardano. L’attuale sindaco Mannello è impresentabile perché organico al sistema che ha determinato lo sfascio. Anzi, ne era la punta di diamante poiché dal 2010 al 2013 – gli anni peggiori nel disastro comunale – è stato promosso dall’ex sindaco Parretta responsabile e vertice dell’area amministrativa.
È preoccupante, tanto più con le sue pendenze penali, che oggi sia proprio Mannello a guidare lo stesso Comune sciolto a causa di quell’esperienza amministrativa!
4) I consiglieri di maggioranza ci mettono buona volontà, ma per guidare un Comune ad altissima criticità come il nostro – sorvegliato speciale, reduce da scioglimenti per mafia, in dissesto finanziario, con amministratori al vaglio di Procure e Corte dei Conti, in spopolamento e depresso economicamente – serve capacità di analisi, prospettiva e fermezza politica. Tutte cose che qui mancano completamente.
Molti consiglieri hanno aderito in buona fede a un progetto che però purtroppo non è sano, guidato da una persona troppo compromessa con il recente passato di Badolato, che li porterà allo sbaraglio.
5) Una politica forte richiederebbe che l’attuale amministrazione non si limitasse solo a votare i bilanci ma ad attuare un’operazione di verità su quanto accaduto in questi anni. Un’amministrazione forte, inoltre, farebbe le barricate per il risanamento socio-economico del paese. Questa maggioranza invece ha presentato il nuovo Piano Strutturale Comunale (cioè, praticamente il nuovo piano regolatore) tornando a ricementificare il territorio e premiando gli interessi che hanno già devastato Badolato, invece di pensare a nuovi modelli di sviluppo urbano e socio-economico, cambiando passo rispetto alle devastazioni degli avvoltoi arricchitisi sulle macerie del nostro paese.

C’è silenzio sui grandi temi di sviluppo e mancano forza e volontà di denunciare il marcio. O meglio: i consiglieri non riescono a farlo. Il sindaco che li guida non vuole farlo, perché compromesso. In questi anni solo alcuni (il PD, le liste civiche “Cuore per Badolato” e “Badolato Bene Comune”, il movimento dei giovani formatosi nel 2013, oggi “Badolato Rinasce”) hanno denunciato il disastro verso cui ci si avviava e che, puntualmente, si è verificato. Quei documenti sono pubblici e ancora consultabili da chiunque. Inascoltati. Come purtroppo succederà anche stavolta. Badolato ha già subito l’onta di uno scioglimento per mafia e il secondo dissesto finanziario della sua storia. Chissà nel prossimo futuro.
L’attuale sindaco però non si affanni. Il tempo, alla fine, presenta sempre il conto.

Province in rosso, tra scuole e strade rischi per i cittadini. Riunione dell’Upi Calabria a Cirò Marina. I presidenti chiedono incontro a Oliverio

CATANZARO – Alle condizioni economiche date, le quattro Province calabresi avranno difficoltà ad approvare i bilanci entro il 30 giugno: il Governo e il Parlamento hanno previsto risorse assolutamente insufficienti a garantire la sicurezza della viabilità, dell’edilizia scolastica e della tutela ambientale. Questo significa che non possono essere più garantiti servizi fondamentali come la manutenzione delle strade e delle scuole. E’ questo il quadro drammatico emerso dalla riunione che il presidente dell’UPI Calabria, il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, ha convocato ieri alla presenza dei colleghi di Cosenza Franco Iacucci, di Crotone Nicodemo Parrilla e del direttore generale della Provincia di Vibo Valentia, Cesare Pelaia, in rappresentanza del presidente Andrea Niglia. La riunione, che ha sancito ancora una volta grande sinergia e unità d’intenti tra i quattro presidenti, si è svolta nella suggestiva cornice di Cirò Marina, ospiti del sindaco-presidente Nicodemo Parrilla. In apertura di seduta, il presidente Bruno ha illustrato l’esito del Comitato direttivo dell’Upi nel corso del quale si è discusso della definizione del meccanismo di riparto degli euro stanziati dall’articolo 20 del decreto legislativo 50/2017 dopo le interlocuzioni con il Governo sulla cosiddetta “Manovrina”: l’Upi aveva presentato emendamento con la richiesta di 650 milioni ma il Governo ha stanziato prima 110 milioni poi 180, affermando che il decreto 50/2017 nasce da una necessità di contrazione dei conti che non permettono le disponibilità finanziarie richieste dalle Province. Dal 2013 al 2016 le entrate delle Province sono scese del -43% e la spesa complessiva si è quasi dimezzata, arrivando a -47%. L’82% delle entrate proprie vengono sottratte dai territori e trattenute nel bilancio dello Stato, invece di finanziare, come prescritto dall’art. 119 della Costituzione, i servizi locali. A questo si aggiunge, quindi, una assoluta impossibilità di programmare garantendo il ripristino di un adeguato livello di erogazione dei servizi sulla base di risorse corrispondenti e correlate ai fabbisogni standard. La determinazione comune dei presidenti delle Province calabresi – che rilanciano anche la necessità di riprendere in tempi brevi l’interlocuzione con la Regione Calabria – è quella di chiudere strade e scuole la cui sicurezza non può più essere garantita perché i servizi non possono essere svolti a causa della mancanza delle risorse necessarie. La carenza di fondi per le spese incomprimibili si ripercuoterà anche nei confronti dei Comuni, con particolare riferimento a quelli di piccole dimensioni, che non potranno utilizzare più la rete di solidarietà istituzionale fino ad ora garantita dalle Province. L’Upi Calabria, inoltre, chiede la ripresa dell’interlocuzione con la Regione per la definizione delle partite economiche tra singole Province con riferimento alle funzioni ed alle competenze residuali, quali Parchi, Musei, strutture sportive e centri per l’impiego (e le altre funzioni residuali), ma anche in merito all’individuazione dei beni e delle risorse strumentali e finanziarie da trasferire alla Regione Calabria in applicazione della legge Delrio. Si chiede, quindi, con determinazione la definizione partita economica del dare-avere per le competenze che le Province hanno finora garantito – esattamente dall’ottobre 2014 ad oggi – e che necessitano di accordi formali e di convenzioni utili per la prosecuzione della erogazione di molteplici servizi all’utenza e del riconoscimento delle spese sostenute. Viste la difficile situazione in atto, i presidenti delle Province calabresi, infine, chiedono l’urgente convocazione dell’Osservatorio regionale per gli Enti locali ed un incontro al presidente della Giunta regionale Mario Oliverio.

Agguato in Calabria, ucciso operaio Vittima stava guidando auto, ritenuto vicino ambienti criminali

SORIANELLO – Un operaio, Salvatore Inzillo, di 46 anni, è stato ucciso stamattina in un agguato a Sorianello, un centro del vibonese.
Nel momento dell’agguato, Inzillo stava percorrendo, alla guida della propria automobile, una strada del centro storico del paese. Contro l’operaio, che era solo nella vettura, sono stati sparati quattro colpi di fucile caricato a pallettoni che non gli hanno dato scampo. Le indagini sull’omicidio sono state avviate dai carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno. La vittima, secondo quanto é emerso dalle prime indagini, sarebbe stata legata ad ambienti della criminalità locale nell’ambito dei quali sarebbe maturato il movente dell’omicidio.(ANSA)

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